Spumante vs Champagne: i segreti per un brindisi indimenticabile a Capodanno

Spumante vs Champagne: i segreti per un brindisi indimenticabile a Capodanno

Spumante vs Champagne: i segreti per un brindisi indimenticabile a Capodanno

Matteo Rigamonti

Dicembre 31, 2025

Milano, 31 dicembre 2025 – Lo spumante italiano è pronto a dominare ancora una volta i brindisi di Capodanno 2025, superando per quantità e valore il più famoso Champagne sulle tavole d’Europa e degli Stati Uniti. Un fenomeno che, secondo i dati Uiv-Ismea, si è già consolidato nel 2024 e che si conferma proprio in queste ore: nel 2025 sono state prodotte e vendute oltre 1,03 miliardi di bottiglie di spumanti italiani, con più di 360 milioni destinate alle feste di Natale e fine anno. Solo in Italia, tra il 31 dicembre e il primo gennaio, si stappano circa 106 milioni di bottiglie.

Prosecco, la stella delle bollicine italiane

A trainare il settore è il solito protagonista: il Prosecco. Secondo il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, le vendite sono salite dell’8% rispetto al 2024. Il Prosecco Doc resta stabile, con circa 98 milioni di bottiglie per la Docg e 665 milioni per la Doc. Nel mondo, per i festeggiamenti di fine anno, si prevede che saranno stappate circa 150 milioni di bottiglie di Prosecco.

Il successo del Prosecco va ben oltre i confini nazionali. Negli Stati Uniti, secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, ha superato lo Champagne sia in volume che in valore, conquistando il 30% del mercato spumanti contro il 28% dello Champagne. “Negli Usa vale l’87% delle vendite di spumanti italiani e il 25% di tutto il vino italiano”, spiegano dall’Osservatorio. Bene anche in Germania, Regno Unito, Svizzera, Giappone e persino in Francia, dove il Prosecco è apprezzato per la sua freschezza e versatilità.

Come gustare al meglio lo spumante: i consigli dell’esperto

Per assaporare il Prosecco e gli altri spumanti italiani nei brindisi di fine anno servono poche, semplici regole. A parlarne è Sandro Bottega, amministratore delegato di Bottega Spa, storica azienda di Bibano (Treviso) che esporta in più di 160 Paesi.

“Prima di tutto – spiega Bottega – la bottiglia va messa in frigo a non più di 5 gradi. In alcune zone d’Italia basta lasciarla fuori dalla finestra”. Un dettaglio che spesso si dimentica riguarda i bicchieri: “Meglio raffreddarli in frigo, così lo spumante resta fresco più a lungo”.

Per l’aperitivo e il brindisi vero e proprio, la scelta della bollicina conta. “Per l’aperitivo consiglio uno spumante secco: Metodo Classico come Franciacorta, Oltrepò Pavese o Trentodoc, oppure un Prosecco Extra Brut. Per il brindisi si può scegliere tra Extra Dry o Moscato, a seconda dei gusti”, aggiunge Bottega.

Bicchieri e abbinamenti: cosa funziona e cosa no

Anche il bicchiere fa la differenza. “Per aperitivo e brindisi vanno bene i classici calici flute – dice l’amministratore – mentre a tavola è meglio usare i calici da vino bianco”. Chi ama i cocktail può puntare su Bellini, Spritz o Negroni sbagliato. Per chi preferisce sapori dolci, c’è lo Spritz Euganeo con Moscato, ghiaccio e una fetta d’arancia.

Attenzione però agli errori più comuni. “Mai servire spumanti con carciofi – avverte Bottega – il gusto ne soffre troppo”. Da evitare anche arrosti, brasati, uova al tartufo e formaggi stagionati; meglio optare per formaggi freschi. E un’altra cosa importante: “Gli spumanti dolci non si servono come aperitivo. E la coppa da Champagne? Non è adatta agli spumanti secchi, perché non esalta il perlage”.

Un ultimo consiglio riguarda la temperatura durante il servizio: “Dopo il primo calice, la bottiglia va tenuta in un secchiello con ghiaccio, mai lasciata sul tavolo”.

Il brindisi italiano che conquista il mondo

Mentre le ultime ore del 2025 scorrono veloci verso la mezzanotte, le bollicine italiane confermano il loro ruolo da protagoniste nelle feste. Un successo costruito su numeri solidi, cura nella qualità e qualche dritta che fa la differenza tra un brindisi qualunque e uno davvero memorabile.