Gas: il prezzo sale a 29 euro al megawattora, segnali di ripresa nel mercato

Gas: il prezzo sale a 29 euro al megawattora, segnali di ripresa nel mercato

Gas: il prezzo sale a 29 euro al megawattora, segnali di ripresa nel mercato

Giada Liguori

Gennaio 3, 2026

Milano, 3 gennaio 2026 – Il prezzo del gas chiude in rialzo oggi sul mercato europeo, segnando un nuovo aumento che riaccende i riflettori sulle dinamiche energetiche del continente. Ad Amsterdam, punto di riferimento per il settore, i contratti Ttf – il prezzo di riferimento per il gas naturale in Europa – sono saliti del 2,99%, toccando i 29 euro al megawattora. Dietro questa spinta, secondo gli operatori, ci sono sia le tensioni geopolitiche sia le previsioni meteo per le prossime settimane.

Prezzi in salita, mercati in allerta

La giornata alla Borsa del gas di Amsterdam è partita con un clima di prudenza, ma già dalle prime ore si avvertiva una certa tensione. Intorno alle 10, i primi scambi hanno fatto capire che il mercato puntava verso l’alto, confermato poi durante la mattinata. “La domanda è stata forte, soprattutto dai Paesi dell’Europa centrale”, racconta un trader milanese che segue da vicino i futures Ttf. Il prezzo si è stabilizzato intorno ai 29 euro/MWh nel primo pomeriggio, per chiudere con un rialzo vicino al 3%.

Geopolitica e meteo spingono i prezzi

Dietro il rialzo di oggi ci sono diversi motivi. Da un lato, le tensioni tra Russia e Ucraina restano un’incognita per gli operatori, anche se i flussi di gas verso l’Europa sono rimasti regolari nelle ultime settimane. Dall’altro, le previsioni del tempo annunciano un calo delle temperature in Germania e nei Paesi Bassi nei prossimi giorni. “Se il freddo si farà più intenso, la domanda di gas per il riscaldamento crescerà rapidamente”, spiega un analista di Refinitiv.

Cosa cambia per famiglie e imprese in Italia

L’Italia, che importa oltre il 90% del suo gas naturale, sente subito ogni variazione dei prezzi internazionali, che si riflette sulle bollette di famiglie e imprese. Nomisma Energia fa i conti: un aumento di 1 euro al megawattora si traduce in un rincaro annuo di circa 15 euro per una famiglia tipo. “Siamo ancora lontani dai picchi dello scorso inverno, ma la volatilità resta alta”, dice Davide Tabarelli, presidente della società di consulenza energetica. Le aziende che consumano molta energia – dalla chimica alla siderurgia – tengono gli occhi aperti: “Ogni centesimo conta”, confida il responsabile acquisti di una grande acciaieria lombarda.

Scorte europee solide, ma non si abbassa la guardia

Al momento, le scorte di gas nei principali siti europei sono a livelli rassicuranti: secondo Gas Infrastructure Europe, i depositi sono pieni all’82%, un dato superiore alla media degli ultimi cinque anni per questo periodo. Però, gli operatori restano cauti. Eventuali interruzioni improvvise o ondate di freddo più forti del previsto potrebbero far saltare gli equilibri. “La situazione è sotto controllo, ma bisogna rimanere prudenti”, avverte un portavoce di Snam.

Governi in movimento per tenere a bada i prezzi

Sul fronte politico, i governi europei continuano a seguire da vicino l’andamento dei prezzi e stanno valutando possibili misure per limitare l’impatto sulle famiglie. In Italia, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato l’impegno a garantire forniture stabili e prezzi ragionevoli: “Stiamo lavorando con i partner europei per rafforzare la sicurezza energetica e proteggere famiglie e imprese”, ha detto nel pomeriggio. Intanto, a Bruxelles resta aperto il dibattito sul price cap, anche se per ora non sono previste decisioni immediate.

Il futuro del gas: tra incertezze e attese

Guardando avanti, gli esperti invitano alla cautela. La volatilità potrebbe restare alta fino a primavera, complici clima e possibili sviluppi geopolitici. “Il mercato è ancora molto sensibile a eventi esterni”, ammette un analista di Goldman Sachs. Solo con il passare del tempo si capirà se il prezzo del gas si calmerà o se nuove turbolenze sono in arrivo.