Legnolandia conquista le Comore con un contratto da 1,5 milioni

Legnolandia conquista le Comore con un contratto da 1,5 milioni

Legnolandia conquista le Comore con un contratto da 1,5 milioni

Giada Liguori

Gennaio 3, 2026

Udine, 3 gennaio 2026 – Legnolandia, azienda friulana specializzata in strutture in legno lamellare, ha vinto un appalto da 1,5 milioni di euro per costruire la struttura portante di un nuovo palazzetto dello sport nelle Isole Comore, in vista dei Giochi dell’Oceano Indiano 2027. Il progetto punta su materiali sostenibili e tecniche a basso impatto ambientale, e sarà realizzato interamente nello stabilimento Eurostratex di Sutrio, nel cuore della Carnia.

Un palazzetto in legno per i Giochi dell’Oceano Indiano

La notizia arriva da Forni di Sopra, dove Legnolandia ha appena chiuso la progettazione esecutiva dell’opera. Il presidente Marino De Santa ha spiegato: “Nei prossimi giorni partiremo con la produzione dei pezzi. A febbraio saremo sul posto per un sopralluogo, così da iniziare il montaggio a marzo”. L’obiettivo è chiaro: finire l’installazione in 100 giorni, con una squadra di sei tecnici esperti, abituati – come ha sottolineato De Santa – “a lavorare in condizioni difficili”.

Il palazzetto, che nascerà nell’arcipelago africano delle Comore, coprirà 3.500 metri quadrati. Per la struttura portante si useranno 540 metri cubi di legno lamellare di pino, con travi reticolari lunghe fino a 50 metri. Un’opera che deve rispettare criteri di sostenibilità e resistenza, vista la natura tropicale e le condizioni particolari dell’isola.

Trattamento anti-termiti e spedizione via nave

Un passaggio fondamentale riguarda il trattamento del legno. Prima di essere spediti, tutti i componenti passeranno per un trattamento speciale contro le termiti, molto diffuse nella zona. Il lavoro sarà fatto a M’tsangamouji, nel dipartimento francese d’oltremare di Mayotte, dove il materiale sarà preparato per resistere agli insetti xilofagi.

La logistica è altrettanto importante: il materiale viaggerà via mare, dentro 14 container da 40 piedi ciascuno. Una volta arrivati, i tecnici friulani si occuperanno del montaggio, lavorando fianco a fianco con gli operai locali. “Abbiamo già esperienza su cantieri internazionali – ha ricordato De Santa – ma ogni lavoro all’estero porta sfide nuove. Qui, clima e distanza richiedono un’attenzione particolare”.

Legnolandia: esperienza internazionale e crescita

Per Legnolandia non è la prima volta su palcoscenici internazionali. Guidata dalla famiglia Di Santa, l’azienda realizza all’estero circa il 10% del proprio fatturato. Di recente ha firmato i deflettori della pista di bob per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, confermando la sua vocazione per le grandi opere in legno e per l’innovazione nei materiali.

Il bilancio 2025 si preannuncia in crescita, anche grazie a commesse come quella delle Comore. “Siamo orgogliosi di portare il nostro know-how italiano in Africa – ha aggiunto De Santa – e di contribuire a costruire strutture sportive sostenibili”. Il legno lamellare, oltre a garantire resistenza e leggerezza, permette di ridurre l’impatto ambientale rispetto ai materiali tradizionali.

Un cantiere tra Carnia e Oceano Indiano

Lo stabilimento Eurostratex di Sutrio sarà il cuore operativo del progetto. Qui verranno prodotti tutti gli elementi strutturali, seguendo standard severi sia dal punto di vista tecnico che ambientale. Solo dopo il trattamento anti-termiti, i pezzi partiranno per le Comore.

Il cantiere inizierà a marzo 2026, con l’obiettivo di consegnare il palazzetto in tempo per i Giochi dell’Oceano Indiano del 2027. Una sfida logistica e tecnica che metterà alla prova l’organizzazione dell’azienda friulana.

Sostenibilità e innovazione: il futuro delle costruzioni in legno

La commessa per le Comore conferma un trend in crescita: la richiesta di strutture sportive sostenibili e a basso impatto anche nei paesi emergenti. Legnolandia punta su questo settore, forte di un’esperienza maturata in decenni di lavoro tra Italia e estero.

“Il legno lamellare offre soluzioni nuove per l’edilizia pubblica – ha concluso De Santa – e siamo convinti che questa sia la strada giusta per il futuro”. Così, tra le montagne della Carnia e le spiagge dell’Oceano Indiano, si sta costruendo un ponte fatto di competenze, tecnologia e rispetto per l’ambiente.