Roma, 3 gennaio 2026 – Lo Spid di Poste Italiane diventa a pagamento dal secondo anno di utilizzo. La novità, annunciata sul portale ufficiale PosteId, riguarda milioni di italiani che usano l’identità digitale per entrare nei servizi della Pubblica Amministrazione. Un cambio netto rispetto alla gratuità finora garantita, segnato da una “modifica unilaterale delle Condizioni di Servizio”.
Spid Poste: cosa cambia davvero
Da ora in poi, lo Spid sarà gratuito solo per il primo anno. Dal secondo, chi vuole mantenere attivo l’accesso ai servizi con il logo Spid dovrà pagare un contributo annuale di 6 euro. Una somma non elevata, ma che segna una svolta nel mondo delle identità digitali in Italia.
Chi ha già attivato lo Spid PosteId da più di dodici mesi non perderà subito il servizio: il pagamento scatterà solo quando si chiuderà il primo anno di utilizzo. Il rinnovo si potrà fare online, con carta di credito sul sito posteid.poste.it, oppure in posta. In quest’ultimo caso, basterà fornire il codice fiscale proprio o di chi ha lo Spid da rinnovare. Nessun documento extra, né serve la presenza fisica se si agisce per conto di un’altra persona.
Cosa succede se non si rinnova
Un punto importante riguarda la scadenza. Se l’utente non paga il rinnovo, l’identità digitale resta comunque attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso. Però, in questo periodo non sarà possibile usarla per entrare nei servizi online: la funzionalità sarà sospesa. Per riattivarla basterà pagare il contributo annuale in qualsiasi momento.
Da Poste Italiane spiegano che questa misura serve a mantenere il servizio sostenibile e ad allinearsi alle nuove regole nazionali. “Abbiamo lasciato un margine di tempo ampio per non creare problemi agli utenti”, ha detto un operatore del servizio clienti contattato stamattina.
Chi non dovrà pagare
Non tutti dovranno sborsare i 6 euro. Alcune categorie restano esenti: minorenni, persone con almeno 75 anni, chi vive all’estero e chi usa lo Spid per lavoro. Una scelta che, dicono dall’azienda, vuole proteggere i più fragili e chi ne ha bisogno per motivi professionali.
“Per gli over 75 e gli italiani all’estero non cambia nulla”, conferma una dipendente dell’ufficio postale di via Marmorata, Roma. “In questi giorni riceviamo tante domande, sia al telefono che allo sportello”.
Il quadro nazionale e cosa aspettarsi
La decisione arriva poco dopo il rinnovo della convenzione quinquennale tra Assocertificatori, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio. A ottobre scorso, era stato aperto il campo a un possibile “valore economico della base utenti, secondo logiche di mercato”.
Il tema del costo dello Spid era già sul tavolo tra istituzioni e operatori. Secondo i dati AgID di dicembre 2025, in Italia ci sono oltre 34 milioni di identità digitali attive, con Poste Italiane che guida la classifica tra i gestori accreditati.
Le reazioni degli utenti e le alternative
La notizia ha subito fatto rumore. Sui social e nei gruppi di supporto digitale, molti si sono detti preoccupati e hanno chiesto chiarimenti. Qualcuno ha già chiesto se si può passare a un altro gestore che mantiene il servizio gratuito. Per ora, però, non tutti hanno annunciato cambiamenti simili.
“Sto pensando se cambiare gestore”, racconta Marco, 42 anni, impiegato romano che usa lo Spid ogni giorno per INPS e Agenzia delle Entrate. “Se anche gli altri mettessero un costo simile, probabilmente resto con Poste”.
La situazione è ancora in evoluzione. Nei prossimi mesi vedremo se altri gestori seguiranno la stessa strada o se continueranno a offrire lo Spid gratis come punto di forza. Intanto, chi usa lo Spid PosteId deve fare attenzione alle scadenze e valutare le opzioni per non restare senza accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
