Roma, 3 gennaio 2026 – Il mese di dicembre 2025 si è chiuso con un avanzo del settore statale stimato, in via provvisoria, a 11,7 miliardi di euro. Un risultato che segna un passo avanti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando l’avanzo si era fermato a 7,8 miliardi. A dare la notizia è stato il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che ieri sera ha diffuso una nota ufficiale alle redazioni economiche.
Avanzo statale in crescita: quasi 4 miliardi in più rispetto al 2024
Il Mef sottolinea che il saldo positivo di dicembre è un segnale di tenuta dei conti pubblici. Nel confronto con il dicembre 2024, l’avanzo è cresciuto di quasi 4 miliardi. Fonti del ministero parlano di “una gestione più attenta delle entrate e delle uscite”, anche se si tratta ancora di cifre provvisorie, che potrebbero essere riviste nelle prossime settimane.
Fabbisogno annuo: lieve aumento, ma sotto le attese
Guardando all’intero 2025, il fabbisogno del settore statale è stimato a 125,5 miliardi di euro. Una cifra leggermente più alta rispetto al fabbisogno del 2024, che si era fermato a 125,08 miliardi. Tuttavia, questo dato resta migliore rispetto a quanto indicato nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, che prevedeva un fabbisogno intorno ai 127,2 miliardi. “Il risultato – si legge nella nota del Mef – evidenzia un miglioramento rispetto alle previsioni ufficiali”, anche se la differenza con l’anno precedente è modesta.
Le ragioni dietro i numeri: entrate in ripresa e spesa più oculata
Dietro questi numeri ci sono diversi fattori, spiegano gli analisti del ministero. Da un lato, le entrate fiscali hanno beneficiato della ripresa dell’attività economica nell’ultimo trimestre, soprattutto nei servizi e nel commercio. Dall’altro, la spesa pubblica è stata gestita con più attenzione, in particolare sui trasferimenti e sugli investimenti, dove si sono registrati minori uscite rispetto alle previsioni iniziali. “Abbiamo lavorato per contenere le spese non essenziali”, confida un funzionario del Tesoro, “senza però toccare i servizi fondamentali”.
Impatto sulle politiche economiche e sfide per il 2026
Il risultato di dicembre e il dato sul fabbisogno arrivano in un momento delicato per la politica economica italiana. Il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a discutere la prossima legge di bilancio, tenendo d’occhio i limiti europei sul deficit. Fonti vicine al Mef spiegano che il miglioramento rispetto alle previsioni potrebbe lasciare qualche margine in più per interventi mirati su welfare e investimenti pubblici nel 2026. Ma la cautela resta d’obbligo: “Il quadro internazionale è ancora incerto”, ammette un dirigente ministeriale, “e le tensioni sui mercati energetici potrebbero pesare sulle entrate nei prossimi mesi”.
Reazioni dal mondo politico ed economico
Le prime reazioni non hanno tardato ad arrivare. Dall’opposizione, il deputato dem Luigi Marattin ha chiesto “massima trasparenza sui dati e sulle voci di spesa che hanno permesso questo risultato”, mentre dal governo si punta sulla “serietà nella gestione dei conti”. Gli economisti invitano alla prudenza: “Un avanzo mensile positivo è un buon segnale – spiega l’analista Giulia Rossi – ma serve guardare all’andamento dell’intero anno e alle prospettive per il prossimo”.
Prossimi passi: in attesa dei dati definitivi
I numeri diffusi dal Mef restano provvisori e saranno sottoposti a ulteriori controlli nelle prossime settimane. Solo allora si potrà capire davvero l’impatto sulle strategie di finanza pubblica e sulle scelte politiche future. Nel frattempo, il Tesoro continuerà a seguire da vicino entrate e uscite, con l’obiettivo di tenere sotto controllo il deficit e assicurare la sostenibilità dei conti pubblici italiani.
