Roma, 3 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha chiuso oggi a 71 punti base, confermando una sostanziale stabilità tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. Il dato, rilevato nel tardo pomeriggio dai principali mercati finanziari, arriva in un momento di attesa per le prime mosse dell’anno, con gli occhi puntati sulle decisioni della Banca Centrale Europea e su segnali contrastanti dall’economia europea.
Spread Btp-Bund: calma sui mercati europei
Il differenziale tra il rendimento del Btp decennale italiano e il corrispondente Bund tedesco si è mantenuto contenuto, fermandosi a 71 punti base. Un livello che, secondo gli operatori di Piazza Affari, indica una fase di relativa tranquillità nei mercati obbligazionari europei. “Non ci sono state scosse né sul fronte economico né su quello politico”, ha commentato un trader milanese poco dopo la chiusura delle contrattazioni. La giornata è trascorsa senza annunci importanti dalla BCE o dal governo italiano, mentre i dati sull’inflazione nell’Eurozona sono risultati in linea con le aspettative.
Rendimento del Btp al 3,61%
Nel dettaglio, il rendimento del Btp decennale si è fermato al 3,61%, leggermente sopra il 3,609% dell’Oat francese. Una differenza minima, ma che gli investitori istituzionali seguono con attenzione. “Mantenersi sotto il 4% è un segnale di fiducia sulla tenuta del debito italiano”, ha spiegato un gestore di fondi romano, sottolineando però che la situazione rimane fluida. Nelle ultime settimane del 2025 il rendimento si è mosso tra il 3,55% e il 3,65%, in attesa delle mosse della BCE sui tassi.
Mercati in attesa delle decisioni della BCE
Ora tutti guardano alle riunioni della Banca Centrale Europea previste per la seconda metà di gennaio. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha ribadito che le scelte sui tassi dipenderanno dai dati su inflazione e crescita economica. “Non ci sono segnali di un’accelerazione nei rialzi”, ha detto Lagarde durante una conferenza a Francoforte. Nel frattempo, gli investitori restano cauti: la volatilità è bassa, ma non mancano i timori legati alla situazione geopolitica e alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Italia e Francia: rendimenti quasi in parità
Il confronto tra il Btp italiano e l’Oat francese mostra come i due Paesi abbiano costi del debito a dieci anni molto simili. Il rendimento dell’Oat si è fermato al 3,609%, poco sotto quello italiano. Secondo alcuni analisti parigini, questa differenza riflette la maggiore esposizione italiana al debito pubblico e le revisioni al ribasso delle stime di crescita per il 2026. “Il mercato premia soprattutto la stabilità politica e la solidità dei conti pubblici”, ha osservato un economista della Société Générale.
Reazioni e prospettive sullo spread
A Piazza Affari, il livello dello spread a 71 punti base è stato accolto senza sorprese. “È un segnale che il mercato non si aspetta scossoni improvvisi nel breve periodo”, ha detto un operatore di una banca d’investimento. Tuttavia, restano in ballo alcune incognite: l’andamento dell’inflazione nell’Eurozona, le trattative sul Patto di Stabilità e possibili revisioni delle agenzie di rating nei prossimi mesi. Solo allora si capirà se questa fase di calma potrà durare o se arriveranno nuove turbolenze.
In sintesi, la giornata si è chiusa con un quadro rassicurante per i titoli di Stato italiani. Ma la prudenza resta d’obbligo: i mercati attendono segnali più netti dalle istituzioni europee e dagli indicatori economici delle prossime settimane.
