Torino, 3 gennaio 2026 – Stellantis chiude dicembre con 25.614 auto immatricolate in Italia, segnando un rialzo del 4,6% rispetto alle 24.482 dello stesso mese del 2024. Il dato, diffuso oggi, arriva in un momento delicato per il settore auto nazionale, ancora alle prese con una domanda incerta e le sfide della svolta verso l’energia pulita.
Dicembre in crescita, ma il 2025 resta in rosso
A dicembre, la quota di mercato di Stellantis si è fermata al 23,7%, un leggero passo avanti rispetto al 23,2% dell’anno scorso. Per gli addetti ai lavori, è un segnale che il gruppo riesce ancora a tenere il passo nonostante la concorrenza agguerrita e i rincari delle materie prime. “Il mercato italiano è ancora centrale per noi”, ha detto un portavoce, evidenziando il contributo dei marchi più noti come Fiat e Jeep.
Ma guardando all’intero 2025, il discorso cambia. Nell’anno appena passato, Stellantis ha venduto 424.742 veicoli in Italia, con un calo del 6,2% rispetto ai 452.679 del 2024. La quota di mercato annuale è scesa al 27,8%, contro il 29% dell’anno prima. Dietro questo calo, spiegano fonti interne, ci sono sia la domanda che si è ridotta sia l’impatto delle nuove regole sulle emissioni.
Perché il 2025 ha deluso
Dietro questi numeri ci sono diverse cause. Da una parte, la svolta verso l’elettrico ha richiesto investimenti pesanti e tempi di adattamento, sia per la rete di vendita sia per i clienti. Dall’altra, la concorrenza asiatica – soprattutto nelle city car e nei SUV compatti – ha guadagnato terreno anche nel 2025. “Il mercato italiano sta cambiando”, racconta un concessionario di Torino. “I clienti guardano con più attenzione agli incentivi e ai costi di gestione”.
Non sono mancate poi le tensioni internazionali, che hanno fatto salire i prezzi delle materie prime e complicato le forniture. Secondo l’Unrae, l’associazione delle case estere, il 2025 si è chiuso con circa 1,4 milioni di auto nuove immatricolate in Italia: ancora lontano dai numeri di prima della pandemia.
Le mosse di Stellantis per il 2026
In questo quadro, Stellantis punta sul 2026 mettendo in campo una maggiore integrazione tra i suoi marchi e una gamma sempre più elettrica. Nei primi mesi dell’anno arriveranno nuovi modelli a batteria per Fiat e Peugeot, mentre prosegue il rilancio degli stabilimenti italiani, da Mirafiori a Melfi, con investimenti mirati in ricerca e sviluppo.
“Vogliamo rafforzare la leadership nei segmenti chiave”, ha detto un dirigente del gruppo durante una conferenza a Milano. “Sappiamo che la strada è difficile, ma ci sono anche opportunità nella transizione ecologica”. Sul fronte dei lavoratori, i sindacati chiedono certezze per gli stabilimenti italiani. “Serve un piano industriale chiaro”, ha ribadito ieri Roberto Benaglia, segretario Fim-Cisl.
Reazioni sul mercato e attesa dai clienti
La Borsa ha reagito con prudenza: il titolo Stellantis ha aperto oggi senza scossoni a Piazza Affari. Gli analisti sono divisi sulle prospettive per l’anno nuovo. C’è chi punta sulla solidità finanziaria e sulla capacità d’innovare del gruppo, chi invece teme che la pressione sui prezzi e la concorrenza internazionale possano ancora pesare.
Nei concessionari italiani, intanto, si respira un clima di attesa. “Sempre più clienti chiedono informazioni sulle auto elettriche”, racconta Marco, venditore a Roma Nord. “Ma molti sono indecisi: aspettano nuovi incentivi o temono rincari in bolletta”.
Solo nei prossimi mesi si capirà se la strategia di Stellantis sarà in grado di invertire la rotta negativa dell’ultimo anno. Per ora, il gruppo punta tutto sui suoi marchi storici e sulla scommessa dell’innovazione tecnologica per riprendersi terreno nel mercato italiano.
