Gas: il prezzo schizza oltre i 28 euro all’avvio

Gas: il prezzo schizza oltre i 28 euro all'avvio

Gas: il prezzo schizza oltre i 28 euro all'avvio

Giada Liguori

Gennaio 7, 2026

Milano, 7 gennaio 2026 – Il prezzo del gas ha iniziato la settimana in rialzo sui mercati europei. Questa mattina, alle 9, i contratti Ttf ad Amsterdam, il principale punto di riferimento per il settore, hanno toccato i 28,4 euro al megawattora. Un aumento dell’1,17% rispetto alla chiusura di venerdì. Non siamo certo ai livelli record degli ultimi due anni, ma il dato riaccende i riflettori su un mercato ancora molto sensibile alle oscillazioni improvvise.

Gas in salita: il dato chiave da Amsterdam

La giornata è partita con una certa prudenza tra gli operatori. Quel valore di 28,4 euro al megawattora è diventato subito il termometro delle prime contrattazioni. Secondo gli esperti di Borsa Italiana, a spingere i prezzi sono sia le tensioni geopolitiche sia le previsioni del tempo per le prossime settimane. “Il mercato resta molto reattivo a ogni segnale di instabilità”, commenta un trader milanese che segue da vicino il settore energetico. L’aumento dell’1,17% non sorprende chi conosce bene la volatilità del comparto.

Dietro il rialzo: freddo e tensioni internazionali

A spiegare questo lieve aumento del prezzo del gas sono diversi fattori messi insieme. Da un lato, le temperature più rigide attese in Europa centrale e orientale potrebbero far salire la domanda nei prossimi giorni. Dall’altro, restano le incertezze sulla scena internazionale: i flussi di gas dalla Russia sono ancora ridotti rispetto ai tempi pre-crisi. Nel frattempo, le forniture di GNL via nave stanno subendo ritardi a causa delle tensioni nel Mar Rosso. “Ogni notizia su possibili interruzioni si riflette subito sui prezzi”, racconta un operatore di Londra.

Cosa cambia per famiglie e imprese italiane

Al momento, questo aumento ad Amsterdam non si traduce in un rialzo immediato delle bollette in Italia, né per le famiglie né per le imprese. Ma il livello dei prezzi all’ingrosso resta sotto la lente di Arera, l’Autorità per l’energia. “Seguiamo la situazione con attenzione”, ha detto ieri un portavoce dell’ente. Nel nostro paese, il prezzo del gas per i clienti sul mercato tutelato viene aggiornato ogni mese, tenendo conto delle quotazioni internazionali. Solo se questo trend dovesse durare più a lungo, allora si potrebbero vedere variazioni sulle bollette.

Il confronto con il passato e cosa aspettarsi

Se guardiamo ai numeri tra il 2022 e il 2023, quando il prezzo del gas ha superato anche i 300 euro al megawattora nei momenti più difficili della crisi energetica, la situazione oggi sembra più tranquilla. Ma, come avvertono gli esperti di Nomisma Energia, “il mercato resta fragile”. La dipendenza dalle importazioni e gli stoccaggi non ancora pieni rendono l’Europa vulnerabile a scossoni improvvisi. “Non siamo ancora fuori pericolo”, ammette Davide Tabarelli, presidente della società di consulenza.

Le mosse delle utility: prudenza e coperture

Nel mondo delle utility, si naviga a vista. Diverse aziende italiane hanno confermato di aver rafforzato le coperture sui mercati a termine per difendersi da rialzi improvvisi. “Abbiamo imparato la lezione degli ultimi anni”, spiega un dirigente di A2A durante una conference call con gli investitori. Anche Eni e Italgas seguono con attenzione l’andamento dei prezzi. “La volatilità è ormai la norma”, riconosce un manager di uno dei gruppi energetici.

Che cosa ci riserva il futuro prossimo

Gli analisti non si sbilanciano sulle previsioni a breve termine. Molto dipenderà dalle temperature e dalla situazione geopolitica. Se il clima resterà mite, la domanda potrebbe restare contenuta; al contrario, nuovi picchi non sono da escludere. Intanto, il dato di oggi – 28,4 euro al megawattora ad Amsterdam – viene letto più come un campanello d’allarme che come un allarme vero e proprio. Ma nel settore dell’energia, si sa, basta poco per cambiare tutto in un attimo.