Settore privato Usa delude: solo 41.000 nuovi posti di lavoro creati

Settore privato Usa delude: solo 41.000 nuovi posti di lavoro creati

Settore privato Usa delude: solo 41.000 nuovi posti di lavoro creati

Giada Liguori

Gennaio 7, 2026

New York, 7 gennaio 2026 – Il settore privato negli Stati Uniti ha creato 41.000 nuovi posti di lavoro a dicembre, un numero ben al di sotto delle aspettative degli esperti. Il dato, diffuso ieri dal consueto rapporto mensile di ADP, arriva a pochi giorni dall’uscita dei dati ufficiali sul mercato del lavoro americano, attesi per venerdì dal Dipartimento del Lavoro. Un segnale che apre nuovi dubbi sulla tenuta dell’economia a stelle e strisce in una fase di rallentamento.

Occupazione: il passo rallenta più del previsto

Nel suo ultimo report, ADP, società specializzata nella gestione del personale, segnala un aumento di 41.000 posti nel settore privato. Un numero che segna un netto rallentamento rispetto ai mesi scorsi. Gli analisti di Wall Street si aspettavano almeno 120.000 nuove assunzioni. “Il mercato del lavoro sta dando chiari segnali di raffreddamento”, ha detto Nela Richardson, capo economista di ADP, aggiungendo che la domanda di manodopera si è indebolita soprattutto nei servizi.

Questo dato di dicembre conferma una tendenza già vista nell’ultimo trimestre del 2025, quando la crescita aveva perso vigore. A novembre erano stati creati circa 110.000 posti, a ottobre ancora di più. La brusca frenata di dicembre dunque allarma economisti e investitori.

Mercati in attesa: occhi puntati sui dati ufficiali

Il report ADP ha subito influenzato i mercati finanziari. A Wall Street si è respirata prudenza: il Dow Jones ha oscillato intorno alla parità nelle prime ore, mentre il Nasdaq ha perso qualche punto. Tutti ora guardano ai dati ufficiali del Dipartimento del Lavoro, in arrivo venerdì alle 14:30 ora italiana.

Le stime raccolte da Bloomberg indicano circa 150.000 nuovi occupati nel settore non agricolo. Ma dopo il rapporto ADP, molti analisti hanno rivisto al ribasso le previsioni. “C’è il rischio che anche il dato ufficiale deluda”, ha ammesso John Williams, strategist di Morgan Stanley.

Settori in bilico: chi tiene e chi no

Secondo ADP, la crescita si è concentrata soprattutto nel settore sanitario e nell’istruzione. Al contrario, manifattura e commercio al dettaglio sono rimasti praticamente fermi. Nei servizi finanziari e nell’ospitalità si sono addirittura registrate leggere flessioni.

A New York, diversi imprenditori confermano le difficoltà. Oltre a faticare a trovare personale qualificato, devono fare i conti con costi in aumento e un mercato incerto. “Abbiamo ridotto le assunzioni rispetto all’anno scorso”, racconta Mark Evans, proprietario di una catena di ristoranti nel Queens. “I costi sono saliti e la domanda non è più quella del 2022”.

Inflazione e Fed: lo sfondo della frenata

Il rallentamento del mercato del lavoro si inserisce in un quadro più ampio, fatto di dubbi sull’andamento dell’inflazione e sulle mosse della Federal Reserve. Negli ultimi mesi la banca centrale ha tenuto i tassi d’interesse alti per frenare la crescita dei prezzi. Una scelta che, secondo molti, inizia a pesare sull’economia reale.

“Il nostro obiettivo resta riportare l’inflazione al 2%”, ha detto Jerome Powell nell’ultima conferenza stampa. Ma una stretta prolungata rischia di rallentare ancora di più occupazione e crescita.

2026: prudenza e attesa

Guardando ai prossimi mesi, gli economisti invitano a non abbassare la guardia. Il mercato del lavoro americano resta solido rispetto agli standard storici, con un tasso di disoccupazione sotto il 4%. Però, la dinamica degli ultimi mesi fa pensare a una fase di transizione. “Prevediamo una crescita più lenta nel 2026”, spiega Richardson di ADP.

Solo venerdì, con i dati ufficiali, si potrà capire meglio come sta davvero il mercato del lavoro negli Stati Uniti. Nel frattempo, tra inflazione, tassi e domanda interna, la situazione resta complessa e tutta da seguire con attenzione.