Milano, 10 gennaio 2026 – Cloudflare, gigante americano della sicurezza informatica, ha lanciato un segnale forte all’Italia dopo la multa inflitta dall’Agcom l’8 gennaio per presunte violazioni delle norme antipirateria. In un messaggio su X, il CEO Matthew Prince ha annunciato che l’azienda sta valutando di sospendere i servizi di sicurezza gratuiti previsti per le Olimpiadi di Milano-Cortina.
Cloudflare: stop ai servizi gratuiti per le Olimpiadi?
La decisione è arrivata ieri sera, a pochi giorni dalla sanzione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Prince ha detto che stanno pensando di “fermare i milioni di dollari di servizi di sicurezza informatica gratuiti” destinati alle Olimpiadi che si terranno tra poco più di due anni. Un avvertimento che ha subito messo in allarme organizzatori e istituzioni coinvolte nella manifestazione.
Il CEO ha chiarito che non si tratta solo di una reazione legale, ma anche di una presa di posizione politica e industriale. “La prossima settimana sarò a Washington per parlare con i funzionari del governo Usa e poi andrò a Losanna per incontrare il CIO”, ha spiegato, riferendosi al Comitato Olimpico Internazionale. L’obiettivo è mettere in chiaro “il rischio che i Giochi corrono se Cloudflare dovesse togliere la sua protezione informatica”.
Rischi per l’intero sistema digitale italiano
Le Olimpiadi non sono l’unico fronte. Prince ha detto che Cloudflare sta pensando anche a misure più drastiche: “Potremmo sospendere i servizi gratuiti di sicurezza per tutti gli utenti in Italia; togliere i nostri server dalle città italiane; e abbandonare ogni progetto di apertura di una sede o investimento nel Paese”. Se tutto questo dovesse succedere, gli effetti sarebbero pesanti per aziende, enti pubblici e cittadini che si affidano alla società americana.
Nel 2024, ricorda Prince, il fatturato di Cloudflare in Italia è stato vicino agli 8 milioni di dollari. Una presenza importante, anche se non dominante, nel mercato della cybersecurity italiano. Ma la sola minaccia di un ritiro ha già fatto scattare l’allarme tra gli esperti. “Sarebbe un duro colpo per la sicurezza digitale del Paese”, commenta un esperto del settore che preferisce restare anonimo.
Le istituzioni italiane restano in silenzio
Per ora, da parte italiana non arrivano risposte ufficiali. L’Agcom, che ha contestato a Cloudflare la mancata collaborazione contro la pirateria, si limita a ricordare che bisogna “tutelare i diritti d’autore e far rispettare le regole”. Fonti vicine al Ministero dell’Innovazione assicurano che “ogni decisione sarà presa a tutela della sicurezza nazionale e della protezione dei dati dei cittadini”.
La cybersecurity resta un tema chiave, soprattutto con le Olimpiadi all’orizzonte. Gli organizzatori, contattati oggi, hanno preferito non entrare nel merito delle parole di Prince. Ma fonti interne confermano che “sono in corso verifiche tecniche” per assicurare che i servizi fondamentali restino attivi.
Una partita che va oltre la multa
Questa vicenda si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra grandi piattaforme digitali straniere e i regolatori europei. In passato, altre multinazionali avevano minacciato di lasciare il mercato italiano o europeo in risposta a norme ritenute troppo severe. Questa volta, però, si tocca un punto delicato: la sicurezza di un evento globale come le Olimpiadi invernali.
Nel suo post su X, Matthew Prince ha lasciato aperta la porta a tutte le possibilità: “Stiamo valutando ogni opzione”. Nei prossimi giorni si capirà se le minacce diventeranno realtà o se si troverà un accordo. Intanto, l’incertezza pesa sulle scelte digitali del Paese in vista del 2026.
