Giovedì inizia l’arbitro assicurativo: una nuova era per la tutela dei clienti

Giovedì inizia l'arbitro assicurativo: una nuova era per la tutela dei clienti

Giovedì inizia l'arbitro assicurativo: una nuova era per la tutela dei clienti

Giada Liguori

Gennaio 10, 2026

Roma, 10 gennaio 2026 – Dal 15 gennaio arriva in Italia l’arbitro assicurativo, una nuova figura pensata per risolvere in fretta e a basso costo le controversie tra clienti e compagnie assicurative. L’idea, sostenuta con forza dall’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), vuole offrire un’alternativa ai tribunali, tagliando tempi e spese per cittadini e imprese.

Arbitro assicurativo: come funziona davvero

L’organismo indipendente partirà a metà gennaio e promette tempi certi: entro 180 giorni dalla domanda verrà data una risposta. La procedura costa appena 20 euro e, se il ricorso viene accolto, la somma viene restituita al cliente. Un dettaglio che, secondo gli esperti, potrebbe spingere molte più persone a scegliere questa strada, evitando le lunghe e costose cause in tribunale.

Da fonti interne all’Ivass arriva una doppia missione: “L’arbitro sarà anche un osservatorio sulle criticità più frequenti del settore, così la vigilanza potrà intervenire meglio e più velocemente”. Insomma, non solo uno strumento per difendere i consumatori, ma anche un modo per capire dove il sistema assicurativo fatica di più.

Decisioni non vincolanti, ma con la massima trasparenza

Le sentenze dell’arbitro assicurativo non sono vincolanti. Però, se una compagnia rifiuta di rispettare la decisione, l’inadempimento verrà pubblicato sul sito dell’arbitro per cinque anni. Nei primi sei mesi, la segnalazione resterà visibile anche sul sito della compagnia coinvolta. Un modo chiaro per garantire trasparenza e far sapere ai consumatori come si comportano le diverse società.

In ogni caso, sia clienti sia compagnie potranno sempre rivolgersi al tribunale se non sono soddisfatti. L’arbitro non sostituisce il giudice, ma offre una via più semplice e meno costosa per cercare una soluzione.

Un settore con molti scontri

Il mondo delle assicurazioni in Italia conta milioni di contratti attivi. Non è raro che nascano problemi tra clienti e compagnie, soprattutto su risarcimenti e interpretazioni delle clausole. Secondo l’Ivass, ogni anno arrivano migliaia di reclami, spesso per ritardi nei pagamenti o contestazioni sulle polizze. Finora, la strada principale era il giudice civile, con tempi che spesso superano i due anni.

L’arrivo dell’arbitro assicurativo è quindi una novità molto attesa dagli addetti ai lavori. “Ci auguriamo che questo strumento aiuti a ridurre il contenzioso e a migliorare la fiducia tra clienti e compagnie”, ha detto un funzionario Ivass contattato nel pomeriggio.

Le reazioni del settore

Tra le compagnie si respira prudenza. Alcuni vedono di buon occhio l’arbitro, convinti che risolvere subito le controversie possa alleggerire il lavoro e migliorare l’immagine del settore. Altri temono invece un aumento di ricorsi infondati o una pressione negativa legata alla pubblicazione delle inadempienze.

Le associazioni dei consumatori parlano invece di un “passo avanti importante”, ma chiedono che l’organismo resti davvero indipendente e trasparente. “È fondamentale che l’arbitro sia veramente terzo”, ha sottolineato Massimo Donati di Altroconsumo.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Nei primi mesi sarà importante tenere d’occhio come funziona l’arbitro assicurativo: quanti ricorsi arriveranno, quali problemi emergeranno e come le compagnie risponderanno alle decisioni. Solo allora si potrà capire se questo strumento cambierà davvero il modo di affrontare le dispute assicurative in Italia.

Per ora, il via è fissato: dal 15 gennaio chi ha un problema con la propria assicurazione potrà rivolgersi al nuovo arbitro. Un piccolo passo che potrebbe cambiare il rapporto tra cittadini e compagnie.