Pechino, 11 gennaio 2026 – Il reattore sperimentale EAST, soprannominato il “sole artificiale” cinese, ha raggiunto un traguardo importante nella ricerca sulla fusione nucleare. Ha dimostrato che il plasma può restare stabile anche a densità molto alte, purché si controlli con attenzione l’interazione con le pareti del reattore. La scoperta, pubblicata su Science Advances, arriva dall’Institute of Plasma Physics dell’Accademia cinese delle scienze, nella provincia di Anhui. Un passo che potrebbe accelerare la corsa verso una fonte di energia pulita e praticamente inesauribile.
Plasma stabile a densità estreme: la svolta del “sole artificiale”
Gli scienziati coinvolti spiegano che la chiave è stata un controllo preciso della pressione iniziale del gas combustibile, unito a un sistema di riscaldamento tramite risonanza ciclotronica elettronica durante l’avvio di ogni scarica. Così si è riusciti a ridurre sia l’accumulo di impurità, sia le perdite di energia. Due problemi che finora avevano frenato la stabilità del plasma ad alte densità.
Al centro della scoperta c’è la cosiddetta teoria della “auto-organizzazione di parete e plasma” (Pwso), proposta anni fa da studiosi francesi del CNRS e dell’Università di Aix-Marseille. L’idea è che, mantenendo l’interazione tra plasma e pareti metalliche del reattore in un equilibrio preciso, si possa raggiungere un “regime di assenza di densità”: una situazione in cui il plasma resta stabile anche oltre i limiti finora osservati nei tokamak.
Un balzo avanti verso la fusione nucleare controllata
Il team cinese ha confermato questa teoria con dati concreti, portando il reattore EAST a operare in un modo mai visto prima. “I risultati indicano una strada concreta e scalabile per superare i limiti di densità nei tokamak e nei nuovi dispositivi per la fusione al plasma”, dicono i ricercatori. Tradotto, significa che i futuri reattori potrebbero produrre molta più energia di quanto si pensasse possibile fino a oggi.
Durante i test, il plasma è rimasto stabile a densità ben superiori ai limiti conosciuti. Un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli esperti riguarda proprio il controllo delle impurità: solo con una regolazione precisa della pressione iniziale e un riscaldamento mirato si è evitato che elementi indesiderati si accumulassero, mettendo a rischio la stabilità del plasma.
Che cosa ci aspetta dai reattori del futuro
Ora l’obiettivo del team cinese è mettere alla prova lo stesso metodo anche durante le fasi ad alto confinamento di EAST, previste nei prossimi mesi. Se il “regime di assenza di densità” resisterà anche con un plasma ad alte prestazioni, si apriranno nuove strade per costruire reattori a fusione più efficienti e sicuri.
Tra gli esperti internazionali, il fisico francese Jean-Paul Dubois (CNRS) ha sottolineato che “questo risultato è una conferma importante della teoria Pwso e offre una base solida per i futuri dispositivi di fusione”. Dubois ha aggiunto che la collaborazione tra centri di ricerca europei e asiatici sarà decisiva per portare queste scoperte anche a grandi progetti internazionali come ITER, in costruzione nel sud della Francia.
La sfida globale per l’energia pulita
Il successo del “sole artificiale” cinese arriva in un momento cruciale, mentre la comunità scientifica mondiale cerca alternative ai combustibili fossili. La fusione nucleare, che riproduce i processi delle stelle, promette energia abbondante senza emissioni di gas serra né scorie radioattive a lunga durata. Ma restano ancora ostacoli tecnici da superare prima di poterla usare su larga scala.
Per ora, il risultato di EAST rappresenta un passo avanti concreto. “Non siamo ancora arrivati a produrre energia da fusione per uso commerciale”, ha detto uno dei responsabili del progetto, “ma ora sappiamo che si può spingere più in là i limiti”. Solo allora, forse, il sogno di un’energia pulita e senza fine potrà diventare realtà.
