Intesa storica: via i dazi per il 91% degli scambi tra Ue e Mercosur

Intesa storica: via i dazi per il 91% degli scambi tra Ue e Mercosur

Intesa storica: via i dazi per il 91% degli scambi tra Ue e Mercosur

Giada Liguori

Gennaio 11, 2026

Bruxelles, 11 gennaio 2026 – L’Unione Europea è pronta a cambiare pagina nei rapporti commerciali con l’America Latina. Dopo oltre venticinque anni di trattative, la maggioranza qualificata dei Paesi membri ha dato il via libera alla ratifica dell’accordo di libero scambio con il Mercosur, che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. La firma definitiva è prevista per il 17 gennaio ad Asunción, in Paraguay. Qui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen incontrerà i leader sudamericani per chiudere un’intesa che riguarda un mercato di oltre 700 milioni di persone.

Dazi abbattuti: un’opportunità per l’export europeo

L’accordo elimina i dazi sulle importazioni per il 91% delle esportazioni europee verso il Sud America. Si parla di prodotti che vanno dalle automobili ai macchinari, passando per i tessili, il cioccolato, il vino e gli alcolici. Allo stesso tempo, il 92% delle esportazioni del Mercosur verso l’Ue – tra cui carne bovina, pollame e zucchero – avrà gli stessi vantaggi. Secondo la Commissione, le imprese europee risparmieranno più di 4 miliardi di dollari all’anno grazie alla riduzione delle tariffe, che oggi possono arrivare fino al 55% su alcuni prodotti.

Bruxelles stima che l’export agroalimentare europeo verso il Mercosur crescerà del 50%. “Un passo avanti importante per la competitività delle nostre aziende”, ha detto un funzionario della Commissione. Per esempio, i dazi sui ricambi auto sono al 35%, sui macchinari al 20% e sulla chimica al 18%. Numeri destinati a cambiare profondamente la presenza europea nel mercato latinoamericano, secondo gli esperti.

Tutela degli agricoltori: il freno di emergenza

Non sono mancate le tensioni tra i Paesi membri. Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno detto no; il Belgio si è astenuto. Il nodo principale? La protezione degli agricoltori europei. L’accordo prevede un “freno di emergenza”: se le importazioni di prodotti agroalimentari aumentano più del 5%, o se i prezzi calano della stessa percentuale, la Commissione potrà indagare e, se serve, bloccare temporaneamente i dazi agevolati.

Questa soglia era all’8% nei primi negoziati, ma è stata ridotta su richiesta dell’Italia. “Abbiamo ottenuto più tutela per i nostri produttori”, ha spiegato una fonte del Ministero dell’Agricoltura. Per prodotti sensibili come carne bovina, pollame, riso, miele, uova, aglio, etanolo e zucchero, sono previsti limiti alle importazioni con dazi ridotti.

Made in Europe sotto protezione: 340 specialità tutelate

Un altro punto cruciale è la salvaguardia delle eccellenze alimentari europee. L’accordo proteggerà oltre 340 prodotti tradizionali Ue con indicazioni geografiche (Dop e Igp), il numero più alto mai raggiunto in un’intesa commerciale europea. Tra questi, ben 57 specialità italiane: dal Prosecco al Chianti, dall’Asiago al Gorgonzola, dal Grana Padano alla Mozzarella di Bufala Campana, dal Parmigiano Reggiano al Pecorino Romano, fino al pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino.

“È una garanzia per i produttori e per chi cerca prodotti autentici”, ha commentato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. La protezione delle indicazioni geografiche è sempre stata una delle richieste principali dell’Italia nei negoziati internazionali.

L’Italia e il Mercosur: numeri che contano

Per l’Italia, questo accordo è strategico. Secondo Bruxelles, quasi un milione di posti di lavoro italiani dipende dalle esportazioni verso l’America Latina. Sono oltre 8mila le imprese italiane attive nell’export verso il Mercosur. Il valore delle esportazioni di servizi si aggira intorno a 1,9 miliardi di euro all’anno.

Le associazioni di categoria guardano con interesse a queste nuove possibilità, ma chiedono attenzione per i settori più esposti alla concorrenza sudamericana. “Serve una vigilanza costante”, ha avvertito Confagricoltura in una nota diffusa ieri sera.

Il prossimo passo: la firma e il voto in Parlamento

Con il via libera dei governi nazionali, la presidente von der Leyen volerà ad Asunción il 17 gennaio per firmare ufficialmente il trattato. Il testo dovrà poi passare al Parlamento europeo nelle settimane successive. Solo dopo questo passaggio, dopo più di un quarto di secolo, l’accordo tra Ue e Mercosur potrà entrare in vigore, segnando una nuova era nei rapporti tra Europa e Sud America.