Addio a Luigi Nicolais, l’ex ministro che ha guidato il Cnr verso l’innovazione

Addio a Luigi Nicolais, l'ex ministro che ha guidato il Cnr verso l'innovazione

Addio a Luigi Nicolais, l'ex ministro che ha guidato il Cnr verso l'innovazione

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Napoli, 12 gennaio 2026 – Si è spento ieri a 83 anni Luigi Nicolais, ex ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. La notizia è arrivata questa mattina e ha colpito profondamente la comunità scientifica e politica italiana. I funerali si terranno domani, 13 gennaio, alle 16 nella Basilica di Santa Chiara, nel cuore di Napoli. Oggi, invece, la camera ardente sarà allestita nell’aula Pessina dell’Università Federico II, dove Nicolais ha insegnato per decenni, dalle 15.30 alle 20.

Una vita tra scienza e istituzioni

Nato a Sant’Anastasia (Napoli) il 9 febbraio 1942, Nicolais aveva scelto la strada dell’ingegneria chimica, laureandosi proprio alla Federico II. Qui è diventato professore ordinario di Tecnologie dei polimeri, lasciando un’impronta forte su studenti e colleghi. Non si è fermato a Napoli: negli anni Ottanta e Novanta ha insegnato anche negli Stati Uniti, prima all’Università di Washington e poi al Connecticut. “Era uno di quei professori che ti restano nel cuore”, ricorda un ex studente, “per la chiarezza e la passione con cui spiegava”.

Il suo nome è legato soprattutto alla ricerca e all’innovazione. Dal 2012 al 2016 ha guidato il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), dopo aver diretto l’Istituto per la Tecnologia dei materiali compositi dello stesso ente. Nel 2004 ha fondato l’IMAST, distretto tecnologico dedicato ai materiali polimerici, diventandone presidente. Un lavoro che lo ha portato a essere inserito nell’1% degli scienziati più citati al mondo, secondo il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica.

Tra politica e istituzioni

La sua vita pubblica ha sempre camminato a fianco di quella accademica. Nel 2000 è stato chiamato da Antonio Bassolino come assessore regionale in Campania, con deleghe all’università, alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Un incarico che ha tenuto fino al 2005, segnando una stagione di investimenti nei poli scientifici del Sud.

Nel secondo governo Prodi (2006-2008) ha vestito i panni di ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. “Ha portato una ventata di concretezza e metodo”, ricorda un funzionario del ministero. Nel 2008 è stato eletto deputato nelle liste del Partito Democratico, lasciando la Camera nel 2012 per tornare a guidare il Cnr come presidente.

Il cordoglio della comunità scientifica

La sua scomparsa ha suscitato subito reazioni. Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca, ha parlato di “un’impronta indelebile nella comunità scientifica italiana e internazionale”. Ha ricordato la capacità di Nicolais di “tenere insieme visione scientifica e responsabilità pubblica”, sottolineando anche la collaborazione degli ultimi anni: “Era un consigliere generoso e appassionato, rappresentava il nostro Paese con grande competenza negli organismi europei”.

Anche il presidente del Cnr, Andrea Lenzi, ha espresso il suo cordoglio a nome dell’ente: “Perdiamo una persona di grande valore, sia scientifico che umano”, si legge nella nota diffusa nel pomeriggio. Lenzi ha ricordato l’ingresso di Nicolais al Cnr come giovane ricercatore e la lunga carriera che lo ha visto impegnato su tanti fronti, in Italia e all’estero: “Ha sempre lavorato per far crescere la ricerca italiana ed europea nel mondo”.

L’eredità nel Gruppo 2003 e il lascito culturale

Nel Gruppo 2003, che riunisce i ricercatori italiani più citati al mondo, Nicolais è stato uno dei fondatori e primi presidenti. L’associazione ha sottolineato come il suo contributo sia stato fondamentale per diffondere una cultura della scienza più solida nel Paese. “Ha saputo unire in modo raro impegno scientifico, civile e politico”, si legge nella nota del presidente Rocco De Nicola.

De Nicola ha aggiunto un ricordo personale: “Nel 2024 mi ha incoraggiato a candidarmi alla presidenza del Gruppo. Con la sua scomparsa perdiamo una figura di riferimento per la ricerca e per la politica della ricerca in Italia; io, invece, perdo prima di tutto un amico generoso”.

L’ultimo saluto

La camera ardente resterà aperta oggi pomeriggio nell’aula Pessina della Federico II, dalle 15.30 alle 20, e domani dalle 8 fino al momento del trasferimento del feretro in chiesa. In queste ore sono attesi colleghi, studenti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini comuni, tutti pronti a rendere omaggio a Luigi Nicolais. Un uomo che, tra scienza, università e politica, ha lasciato un segno concreto nella storia recente del Paese.