Borsa europea in ribasso: l’indagine sul presidente della Fed scuote i mercati

Borsa europea in ribasso: l'indagine sul presidente della Fed scuote i mercati

Borsa europea in ribasso: l'indagine sul presidente della Fed scuote i mercati

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Milano, 12 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno iniziato la giornata in rosso, con gli investitori sempre più preoccupati per l’indagine penale aperta negli Stati Uniti contro Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. Questa notizia ha creato un clima di inquietudine nei mercati già dalle prime ore, spingendo il dollaro ai livelli più bassi delle ultime settimane e facendo salire l’oro e l’argento a nuovi record. Intanto, sullo sfondo, le tensioni in Iran continuano a pesare sul prezzo del petrolio, già sotto pressione da qualche giorno.

Indagine su Powell: i mercati sballottati

L’apertura dell’inchiesta penale su Powell è arrivata ieri sera, secondo fonti vicine al Dipartimento di Giustizia americano. I dettagli sono ancora tutti da chiarire, ma il semplice annuncio ha subito minato la fiducia degli investitori. “È un colpo di scena in un momento già delicato per la politica monetaria globale”, ha commentato un analista di una grande banca d’affari londinese. Il risultato è stato un rapido indebolimento del dollaro, che nella notte ha perso terreno rispetto a euro e yen. Nel frattempo, chi cerca sicurezza si è rifugiato nei metalli preziosi.

Oro e argento in ascesa, petrolio sotto pressione

Questa mattina l’oro ha raggiunto i 2.180 dollari l’oncia, segnando un nuovo picco storico. Anche l’argento ha guadagnato terreno, superando i 28 dollari l’oncia. “C’è una domanda sempre più forte di beni rifugio”, spiega un trader milanese, che sottolinea come l’incertezza politica negli Stati Uniti, unita alle tensioni in Medio Oriente, stia spingendo gli acquisti. Sul fronte petrolifero, il prezzo del Brent è rimasto sopra gli 80 dollari al barile, oscillando in base alle notizie che arrivano dall’Iran, dove nelle ultime ore si sono registrati nuovi episodi di instabilità.

Borse europee aprono in rosso

A Piazza Affari, l’indice Ftse Mib ha aperto con un calo dello 0,18%, seguendo il trend delle altre principali piazze europee. A Parigi, il Cac 40 ha perso lo 0,24% nelle prime contrattazioni; a Londra il Ftse 100 è sceso dello 0,22%; a Francoforte le perdite sono state più contenute, appena lo 0,05%. “Gli operatori si muovono con cautela”, ha detto un gestore di fondi a Francoforte poco dopo le 9.30. Solo a quel punto è stato chiaro che la giornata sarebbe stata all’insegna della prudenza.

Tutti gli occhi sulla Fed

In questo scenario, l’attenzione resta tutta sulle possibili ripercussioni dell’indagine su Powell sulla politica monetaria americana. Dalle prime impressioni raccolte tra gli operatori, non si prevedono decisioni immediate da parte della Federal Reserve, ma non si esclude una fase di incertezza più lunga. “Se la guida della Fed dovesse vacillare, i mercati potrebbero diventare molto più nervosi”, ha spiegato un economista romano contattato in mattinata.

Geopolitica e mercati: la tensione cresce

Nel frattempo, le tensioni in Iran restano sotto stretta osservazione. Gli esperti temono che un’escalation possa avere ripercussioni dirette sui prezzi dell’energia e sulla stabilità globale. “Ogni nuovo scontro può far salire subito il petrolio”, avverte un docente di geopolitica energetica dell’Università Bocconi. Per ora, però, gli operatori mantengono un atteggiamento attendista, in attesa di sviluppi concreti sia dagli Stati Uniti sia dal Medio Oriente.

Giornata di attesa e incertezza sui mercati

In sintesi, la giornata si è aperta all’insegna della prudenza e del nervosismo. Le principali Borse europee arrancano, mentre oro e argento ne approfittano per correre. Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse della Federal Reserve e sugli sviluppi in Iran. Solo nelle ore che verranno si capirà se la volatilità resterà sotto controllo o se i mercati subiranno nuovi scossoni.