Gas in aumento: sfiorati i 30 euro tra freddo e tensioni geopolitiche

Gas in aumento: sfiorati i 30 euro tra freddo e tensioni geopolitiche

Gas in aumento: sfiorati i 30 euro tra freddo e tensioni geopolitiche

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Milano, 12 gennaio 2026 – Il prezzo del gas riprende a correre, con un balzo netto che ha catturato l’attenzione dei mercati europei. Ieri, ad Amsterdam, le quotazioni del gas naturale sono salite del 4,8%, toccando i 29,86 euro al megawattora, un livello che non si vedeva da novembre 2025. Gli operatori, come riporta la nota settimanale di Inspired rilanciata da Bloomberg, si preparano a settimane ancora molto mosse.

Geopolitica e maltempo spingono ancora i prezzi

Gli analisti di Inspired non hanno dubbi: “A guidare i prezzi saranno gli sviluppi geopolitici, soprattutto in Iran e Ucraina, e le condizioni meteo”. La situazione resta incerta. Da un lato, la guerra in Ucraina continua a pesare sulle forniture verso l’Europa dell’Est. Dall’altro, la tensione in Medio Oriente – con l’Iran sotto la lente – tiene i mercati energetici sulla corda. “Ogni escalation si riflette subito sui prezzi”, conferma un trader della City di Londra, che ha preferito restare anonimo.

TTF Amsterdam, prezzi ai livelli di novembre

Il punto di riferimento rimane il TTF di Amsterdam, la borsa virtuale dove si scambia il gas per l’Europa continentale. Qui il prezzo si è avvicinato ai 30 euro al megawattora, tornando ai livelli di due mesi fa. “Non è un picco isolato”, spiega Marco Ferri, analista di Nomisma Energia. “Da inizio gennaio si vede una chiara tendenza al rialzo, spinta sia dal freddo che dalle incertezze internazionali”. Il dato di ieri – 29,86 euro – è un campanello d’allarme per l’industria europea, già alle prese con costi energetici molto alti.

Volatilità in arrivo, occhi puntati sui consumi

Gli operatori si aspettano che la volatilità continui almeno fino a febbraio. Le previsioni meteo parlano di un possibile abbassamento delle temperature, soprattutto in Europa centrale e orientale. “Se il freddo intenso arriverà davvero, la domanda di gas potrebbe salire rapidamente”, avverte Ferri. Le scorte nei principali hub europei sono ancora abbastanza alte rispetto alla media degli ultimi anni, ma potrebbero diminuire rapidamente se il gelo dovesse prolungarsi.

Il peso sulle famiglie e le imprese italiane

In Italia, l’aumento del prezzo del gas rischia di farsi sentire sulle bollette delle famiglie e sui costi delle aziende energivore. Secondo l’Autorità per l’energia (Arera), ogni aumento di 1 euro al megawattora si traduce in circa 15 euro in più all’anno per una famiglia tipo. “Non siamo ai livelli record del 2022”, ricorda un portavoce di Arera, “ma la situazione va seguita da vicino”. Le associazioni dei consumatori chiedono interventi per proteggere le famiglie più vulnerabili.

Mercati in movimento, l’Europa cerca soluzioni

A Piazza Affari, le utility hanno avuto andamenti contrastanti: Enel ha chiuso in leggero rialzo (+0,7%), mentre Snam è rimasta stabile. Gli investitori guardano con attenzione alle prossime mosse della Commissione europea, che punta a diversificare le fonti e ridurre la dipendenza dal gas russo. “L’obiettivo è chiaro: meno dipendenza dalla Russia”, dice una fonte vicina al dossier energia di Bruxelles. Nel frattempo, proseguono gli acquisti di gas liquefatto (GNL) da Stati Uniti e Qatar.

Uno scenario ancora incerto

Per ora, dicono gli esperti, non si vedono segnali di una stabilizzazione duratura. Il mix di freddo intenso e tensioni geopolitiche tiene i prezzi sotto pressione. “Il mercato resta nervoso”, ammette Ferri. Solo un allentamento delle tensioni internazionali o un inverno meno rigido potrebbe far scendere il prezzo del gas a livelli più sostenibili per famiglie e aziende europee.