La famiglia segreta dietro il gruppo sessista Mia moglie

La famiglia segreta dietro il gruppo sessista Mia moglie

La famiglia segreta dietro il gruppo sessista Mia moglie

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Roma, 12 gennaio 2026 – Dietro la pagina Facebook “Mia Moglie”, che negli ultimi anni ha raccolto migliaia di iscritti pubblicando foto rubate e dettagli intimi di donne comuni, c’era una famiglia del Leccese: un uomo di 70 anni, la sua compagna di 52 e il genero ventiquattrenne, ex fidanzato della figlia. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Roma, che ha ricostruito chi gestiva il gruppo social, ora al centro di un’indagine per diffamazione aggravata e diffusione illegale di immagini e video sessualmente espliciti.

Indagini e retroscena: la procura smaschera la famiglia

Gli inquirenti hanno scoperto che il settantenne – morto lo scorso marzo – era il vero amministratore della pagina “Mia Moglie”, utilizzando anche le utenze intestate agli altri due familiari. L’inchiesta, guidata dal pm Ilaria Corda, ha potuto contare sul lavoro degli esperti della sicurezza informatica del Cosc di Bari e della Socs di Lecce. Nel decreto di perquisizione, firmato dal pm, si parla di “ripetuti reati commessi insieme ad altre persone al momento sconosciute”, facendo riferimento agli iscritti del gruppo.

Le perquisizioni sono scattate nelle ultime settimane, con l’obiettivo – spiegano fonti investigative – di “scovare il maggior numero possibile di iscritti”. Ma per andare avanti contro chi ha solo visto o condiviso i contenuti, serve la denuncia delle donne ritratte.

La difesa dei familiari: “Non c’entriamo”

La compagna e il genero sono stati sentiti dalla questura di Bari. Entrambi negano ogni coinvolgimento. “La signora è molto provata”, ha detto al Corriere della Sera l’avvocato Salvatore Rondine, che la difende. “Non si sarebbe mai aspettata che il marito potesse arrivare a tanto. Ha collaborato con gli investigatori e anche la figlia è convinta della sua innocenza”.

Secondo i legali, la donna ha scoperto solo durante le indagini l’esistenza della pagina e quello che faceva il marito. Il settantenne, raccontano fonti vicine alla famiglia, aveva alle spalle due matrimoni e diversi abbandoni della casa coniugale. Negli ultimi tempi, a causa di una malattia, era tornato a vivere con la compagna oggi indagata.

“Mia Moglie”: il meccanismo delle foto rubate

La pagina “Mia Moglie” era diventata un punto di ritrovo per un pubblico maschile che condivideva e commentava foto scattate senza il consenso delle donne. Gli investigatori non hanno trovato tracce di guadagni diretti, a differenza di altri siti simili, ma resta chiaro il ruolo di mercificazione della figura femminile.

Nel tempo, il gruppo ha raccolto un pubblico vasto e diversificato: migliaia di iscritti, molti ancora da identificare. Gli inquirenti stanno cercando di risalire agli utenti più attivi, ma per agire serve sempre la denuncia delle vittime.

Il futuro giudiziario: i familiari rischiano l’archiviazione

La posizione della compagna e del genero potrebbe essere archiviata presto. Gli elementi raccolti finora, spiegano fonti giudiziarie, non sembrano indicare un loro ruolo diretto nella gestione della pagina. L’uso delle utenze, secondo la difesa, sarebbe stato all’insaputa dei titolari.

Resta invece aperta la partita sugli iscritti e i contenuti ancora online. Le forze dell’ordine monitorano eventuali nuovi gruppi simili e invitano chi subisce la diffusione non autorizzata delle proprie immagini a rivolgersi subito alle autorità.

Reazioni e scenari

La vicenda ha scatenato reazioni contrastanti tra gli utenti dei social e le associazioni che difendono la privacy e i diritti delle donne. “Serve più consapevolezza sui pericoli della rete”, ha commentato una rappresentante del centro antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce.

Intanto, la Procura di Roma va avanti con gli accertamenti per capire se ci sono ancora responsabilità da chiarire e valutare l’impatto di questa vicenda sulla vita delle persone coinvolte. Solo allora – dicono gli investigatori – si potrà chiudere definitivamente il caso della pagina “Mia Moglie”.