Milano in rosso: apertura della Borsa con un calo dello 0,38%

Milano in rosso: apertura della Borsa con un calo dello 0,38%

Milano in rosso: apertura della Borsa con un calo dello 0,38%

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Milano, 12 gennaio 2026 – La Borsa di Milano ha iniziato la giornata in rosso: alle 9.05 il Ftse Mib segnava un calo dello 0,38%, fermandosi a 45.547 punti. Un avvio debole, che rispecchia le incertezze che pesano sui mercati europei in queste prime settimane dell’anno. Gli operatori attendono con attenzione nuovi segnali dalla politica monetaria e dai dati economici in arrivo.

Ftse Mib in calo: il nervosismo si allarga in Europa

La perdita di Piazza Affari non è un caso isolato. Anche le altre borse europee partono con il freno tirato. A Francoforte, il Dax apre poco sotto la parità; Parigi e Madrid mostrano variazioni minime. Gli esperti di Equita spiegano che “il mercato è ancora in bilico, in attesa di capire quali saranno le mosse della Banca Centrale Europea”, soprattutto riguardo ai tempi di possibili tagli ai tassi d’interesse.

Un trader di una banca d’affari milanese aggiunge: “Gli investitori sono prudenti, aspettano i dati sull’inflazione nell’Eurozona e le indicazioni che arriveranno dalla Federal Reserve la prossima settimana”. Solo allora si potrà capire se questa fase di instabilità continuerà o se i mercati torneranno più tranquilli.

Banche e industria sotto la lente

Tra i titoli più seguiti fin dall’apertura ci sono le banche. Intesa Sanpaolo e Unicredit partono in leggero calo, con perdite attorno allo 0,4%. Più pesante il ribasso per Banco BPM, che lascia sul campo lo 0,7%. “Il settore finanziario paga il prezzo delle incertezze sui tassi e qualche presa di profitto dopo il rally di fine 2025”, spiega un analista di Banca Akros.

Nel comparto industriale, occhi puntati su Stellantis, che apre con un calo dello 0,6%. Il gruppo è sotto i riflettori dopo le parole dell’ad Carlos Tavares, che ha parlato della necessità di “adattare la produzione ai nuovi scenari del mercato europeo”. In controtendenza, invece, Eni, che parte poco sopra la parità grazie al rialzo del petrolio Brent, tornato sopra gli 80 dollari al barile durante la notte.

L’atmosfera in Piazza Affari e le prospettive

Nelle sale operative di Milano si respira un clima di attesa. “Il mercato sembra voler rallentare dopo i rialzi delle ultime settimane”, racconta un gestore di fondi che lavora in via Turati fin dalle prime ore del mattino. Le prime stime raccolte indicano che la volatilità potrebbe durare almeno fino ai dati sull’inflazione americana in arrivo giovedì.

Non mancano però segnali positivi. “L’economia italiana dimostra una certa tenuta”, sottolinea un economista della Bocconi, “e i fondamentali delle blue chip principali restano solidi”. Tuttavia, il nervosismo è alimentato dalle incognite geopolitiche, in particolare la situazione in Medio Oriente, che continua a influenzare i prezzi dell’energia e l’umore degli investitori.

I dati della settimana e il calendario da seguire

Oggi occhi puntati sui dati sulla produzione industriale italiana di novembre. Le previsioni di Bloomberg indicano una crescita dello 0,2% rispetto al mese precedente. Nel pomeriggio, poi, ci sarà l’asta dei Btp a medio termine: il Tesoro metterà sul mercato titoli per circa 6 miliardi di euro, con rendimenti attesi in leggero calo rispetto all’ultima emissione.

Questa settimana sarà importante anche per le trimestrali americane, fra cui spiccano quelle di Microsoft e Tesla, e per le nuove stime del Fondo Monetario Internazionale sulla crescita globale. “Sarà una settimana intensa”, ammette un operatore di Piazza Affari, “ogni dato potrebbe cambiare gli equilibri”.

Milano sotto i riflettori

Per ora, dunque, la Borsa di Milano procede con prudenza, seguendo il trend incerto che attraversa i mercati internazionali in questo avvio d’anno. Gli operatori restano in attesa, pronti a cogliere ogni segnale per orientare le strategie d’investimento nelle prossime sedute. Con il Ftse Mib che oscilla intorno ai 45.500 punti, l’attenzione è alta su ogni possibile sviluppo, sia economico che geopolitico.