Papa Leone XIV: un appello urgente per il dialogo in Iran e Siria

Papa Leone XIV: un appello urgente per il dialogo in Iran e Siria

Papa Leone XIV: un appello urgente per il dialogo in Iran e Siria

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Roma, 12 gennaio 2026 – Papa Leone XIV ha lanciato oggi un appello urgente alla comunità internazionale, invitando a scegliere la via del dialogo in Iran e Siria per fermare le violenze che stanno mietendo vittime in questi giorni. Al termine dell’Angelus, pronunciato come sempre dalla finestra del Palazzo Apostolico in Piazza San Pietro, il Pontefice ha espresso la sua preoccupazione per la situazione nel Medio Oriente, sottolineando l’importanza della “pazienza” e di uno sforzo comune per il bene di tutti.

Papa Leone XIV: basta violenze, serve dialogo in Iran e Siria

“Il mio pensiero va a quello che sta succedendo in questi giorni in Medio Oriente, soprattutto in Iran e Siria, dove le tensioni continuano a causare morti”, ha detto Papa Leone XIV davanti a migliaia di fedeli, sotto un cielo grigio poco dopo mezzogiorno. Con voce ferma ha aggiunto: “Spero e prego che si continui con pazienza nel dialogo e nella pace, per il bene di tutta la società”. La folla, in silenzio, ha ascoltato le sue parole. Tra i pellegrini in piazza si respirava una certa inquietudine, mentre si scambiavano a bassa voce le ultime notizie da Teheran e Damasco.

Gaza e Ucraina nel cuore del Papa

Nel suo discorso, Papa Leone XIV non ha dimenticato la popolazione di Gaza, dove da mesi si vive in mezzo a scontri e sofferenze. Ma è sull’Ucraina che si è soffermato più a lungo, parlando degli ultimi attacchi alle infrastrutture energetiche proprio mentre il freddo si fa più rigido. “In Ucraina nuovi attacchi gravi, soprattutto contro le reti energetiche, colpiscono duramente la popolazione civile in un momento di grande freddo. Prego per chi soffre e rinnovo l’appello a fermare le violenze e a moltiplicare gli sforzi per la pace”, ha detto il Papa. Le sue parole hanno commosso molti presenti. Una donna, con una sciarpa azzurra, ha confidato di avere parenti a Kiev e di temere per la loro sicurezza.

Il Battesimo: una luce nei momenti difficili

La riflessione del Pontefice si è poi spostata sul significato del Battesimo, celebrato proprio questa mattina nella Cappella Sistina, dove ha battezzato alcuni neonati. “Nei momenti bui, il Battesimo è luce; nei conflitti, è riconciliazione; nell’ora della morte, è la porta del cielo”, ha ricordato, toccando un tema a lui molto caro. Ha spiegato che questo primo sacramento “ci accompagna per tutta la vita” e ci introduce nella Chiesa, “un popolo fatto di uomini e donne di ogni nazione e cultura, rigenerati dallo Spirito Santo”.

Ricordare per testimoniare con gioia

“Dedichiamo questo giorno a ricordare il grande dono ricevuto, impegnandoci a viverlo con gioia e coerenza”, ha esortato Papa Leone XIV, rivolgendosi ai genitori dei bambini battezzati e ai fedeli collegati da tutto il mondo. Il Papa ha sottolineato quanto sia importante sentirsi parte di una “sola famiglia”, chiamata a portare l’amore di Dio nella vita di tutti i giorni. All’uscita dalla Cappella Sistina, alcuni genitori hanno raccontato l’emozione di vedere i loro figli battezzati dalle mani del Papa: “Un momento che resterà per sempre nel nostro cuore”, ha detto Marco, padre di uno dei neonati.

Un messaggio forte alla comunità internazionale

L’appello di oggi di Papa Leone XIV arriva in un momento delicato per gli equilibri mondiali. Le sue parole sono state diffuse dalle principali agenzie di stampa e hanno trovato riscontro anche tra i diplomatici in Vaticano. Un funzionario della Segreteria di Stato ha spiegato che “il Papa segue con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente e Ucraina” e che “ogni suo appello alla pace nasce da una profonda preoccupazione per la sorte dei civili”.

Tra le mura vaticane si è avvertito un clima di attesa: la speranza che le parole del Pontefice possano davvero arrivare oltre i confini della Città Eterna. E come spesso accade in momenti di crisi globale, la voce del Papa resta un punto di riferimento per chi cerca una via d’uscita dal conflitto.