Pechino, 12 gennaio 2026 – La Cina e l’Unione Europea hanno fatto un passo avanti nei negoziati sui dazi alle auto elettriche cinesi, dopo settimane di tensioni e scambi diplomatici. Questa mattina, il ministero del Commercio cinese ha annunciato che Bruxelles pubblicherà un nuovo “Documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi”. Un segnale importante nei rapporti tra le due potenze economiche.
Auto elettriche cinesi: l’UE apre al confronto
Da Pechino fanno sapere che il documento dell’UE conferma il principio di “non discriminazione”: tutte le richieste saranno valutate seguendo “gli stessi criteri legali per ogni domanda”, in linea con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Una precisazione che arriva dopo mesi di accuse reciproche. Da una parte Bruxelles ha puntato il dito contro pratiche di dumping e aiuti statali alle case cinesi; dall’altra Pechino ha chiesto maggiore trasparenza e rispetto delle norme internazionali.
Secondo fonti europee, questo nuovo orientamento serve a garantire che le aziende cinesi di veicoli elettrici possano presentare i loro impegni sui prezzi in modo chiaro e trasparente. “È un passaggio tecnico, ma fondamentale per evitare distorsioni del mercato”, ha spiegato un funzionario della Commissione europea, che ha preferito restare anonimo vista la delicatezza della trattativa.
WTO e valutazioni imparziali: la promessa di Bruxelles
Nel comunicato del ministero del Commercio cinese si sottolinea che l’UE “valuterà in modo obiettivo e imparziale”, rispettando “lo spirito del dialogo e gli accordi presi tra Cina e UE”. Un segnale distensivo, dicono gli osservatori a Pechino, dopo settimane di tensione.
La questione dei dazi sulle auto elettriche è scoppiata lo scorso autunno, quando la Commissione europea ha avviato un’indagine anti-dumping sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi. I dati Eurostat mostrano che nel 2025 le vendite di auto elettriche cinesi nell’UE sono cresciute del 38%, con marchi come BYD, Nio e SAIC sempre più presenti in Germania, Francia e Italia. Un trend che ha fatto preoccupare i produttori europei, alle prese con costi più alti e una concorrenza giudicata “sleale”.
Le reazioni: prudenza nelle case automobilistiche
A Wolfsburg, sede della Volkswagen, la notizia è stata accolta con cautela. “Aspettiamo di vedere i dettagli del documento europeo”, ha detto un portavoce del gruppo tedesco. A Torino, fonti vicine a Stellantis hanno sottolineato che “chiarire le regole è fondamentale per una concorrenza equa”. Nessun commento ufficiale, invece, dalle principali aziende cinesi, che nelle ultime settimane hanno intensificato i contatti con Bruxelles.
Gli analisti del settore vedono nella pubblicazione del documento UE un primo passo verso una soluzione negoziata. Restano però questioni aperte: su tutte, i parametri per gli impegni sui prezzi e i tempi per l’eventuale applicazione delle misure anti-dumping.
Cina e UE: cosa succede ora
Nei prossimi giorni, spiegano fonti diplomatiche a Bruxelles, sono previsti nuovi incontri tecnici tra le delegazioni di Cina e Unione Europea. L’obiettivo è evitare una guerra commerciale che farebbe male a entrambi. “Il dialogo è ancora aperto – ha confidato un funzionario europeo – ma serve pragmatismo da entrambe le parti”.
Intanto, il ministero del Commercio cinese ha ribadito la volontà di “continuare a confrontarsi nel rispetto reciproco”, sottolineando che “cooperare conviene a tutti”. Una posizione condivisa anche da alcuni rappresentanti dell’industria europea. “Serve equilibrio – ha detto ieri sera un dirigente Renault – perché il mercato dell’auto sta cambiando rapidamente”.
Resta da capire se il nuovo documento UE riuscirà davvero a sciogliere i nodi ancora sul tavolo. Per ora, la pubblicazione delle linee guida viene letta come un segnale di apertura. Ma la partita sulle auto elettriche cinesi in Europa è tutt’altro che chiusa.
