Milano, 12 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund apre stabile, segnando 64 punti base, appena uno in più rispetto ai 63 punti di ieri. La rilevazione mattutina in Piazza Affari conferma una fase di relativa tranquillità sui mercati obbligazionari italiani, dopo una settimana di movimenti contenuti. Il rendimento del decennale italiano si ferma al 3,50%, in leggero rialzo rispetto al 3,49% di venerdì.
Spread Btp-Bund sotto la lente: il mercato resta in attesa
La giornata inizia senza scossoni per il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, un indicatore sempre seguito con attenzione da investitori e istituzioni. Lo spread, che riflette la fiducia nel debito pubblico italiano rispetto a quello tedesco, si mantiene su valori che gli esperti definiscono “tranquilli”. “Per ora non si vedono tensioni”, spiega un trader di una banca milanese poco dopo le 9. “Il mercato aspetta segnali più chiari dalla Banca Centrale Europea e dai dati economici in arrivo nei prossimi giorni”.
Rendimento del decennale in lieve aumento
Il rendimento del Btp decennale – il punto di riferimento per il debito italiano – segna un piccolo aumento, passando dal 3,49% di venerdì al 3,50% di questa mattina. Un movimento minimo, che rispecchia sia la situazione sui mercati internazionali sia le aspettative sulle prossime mosse della BCE. Intanto, il rendimento del Bund tedesco resta stabile attorno al 2,86%, mantenendo il divario tra i due Paesi.
Europa in bilico, occhi puntati sulla BCE
L’Italia si muove in un contesto europeo ancora incerto sulle politiche monetarie. Gli operatori guardano con attenzione alle riunioni della Banca Centrale Europea previste per fine mese, da cui potrebbero arrivare indicazioni su eventuali tagli ai tassi o nuove strategie per tenere a bada l’inflazione. “Il mercato è prudente”, ammette un analista di Intesa Sanpaolo. “Gli investitori vogliono capire se Francoforte cambierà indirizzo nei prossimi mesi”.
A Piazza Affari regna la prudenza
Nelle sale operative di via Filodrammatici l’atmosfera è di attesa. Nessuna corsa agli acquisti o alle vendite, solo piccoli aggiustamenti nei portafogli. “Siamo in una fase di transizione”, racconta un gestore di fondi milanese. “I dati economici non sono né pessimi né abbastanza forti da far scendere lo spread”. Dal Ministero dell’Economia arrivano segnali di tranquillità: fonti vicine al Tesoro definiscono il livello attuale del differenziale “gestibile” e in linea con le aspettative.
Spread stabile: cosa significa per famiglie e imprese
Il livello dello spread Btp-Bund incide direttamente sul costo del debito per lo Stato e, di riflesso, sui tassi di mutui e finanziamenti per famiglie e imprese. Un differenziale stabile, come quello di oggi, aiuta a tenere sotto controllo i tassi che le banche applicano ai clienti. Secondo i dati ABI aggiornati a gennaio, i tassi medi sui nuovi mutui casa si mantengono poco sopra il 4%, senza variazioni rilevanti rispetto a dicembre.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
L’attenzione degli investitori resta puntata sui dati economici dell’Eurozona e sulle parole dei vertici della BCE. Solo allora si potrà capire se questa calma durerà o se si apriranno nuove sfide per il debito italiano. Per ora, lo spread resta sotto controllo: una notizia che a Roma come a Milano porta un sospiro di sollievo.
