Spread Btp-Bund: un calo sorprendente a 62,8 punti

Spread Btp-Bund: un calo sorprendente a 62,8 punti

Spread Btp-Bund: un calo sorprendente a 62,8 punti

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Milano, 12 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund decennali ha chiuso la giornata in calo, attestandosi a 62,8 punti base contro i 64 di apertura. Un segnale che, secondo gli esperti di Piazza Affari, conferma una fase di relativa calma sui mercati obbligazionari europei, con l’Italia che resta vigile sulle oscillazioni del differenziale rispetto alla Germania.

Spread Btp-Bund scende: i dati della giornata

Nel dettaglio, il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi ha perso 1,2 punti base rispetto all’apertura. Il rendimento del Btp decennale italiano è sceso di 2,7 punti base, fermandosi al 3,47%. Un segnale, secondo alcuni analisti milanesi, che riflette la prudenza degli investitori in attesa delle mosse della Banca Centrale Europea.

Sul fronte tedesco, il Bund decennale ha registrato un rendimento al 2,84%, con un calo di 2,3 punti base. Anche la Francia ha visto una lieve discesa: il titolo decennale francese si è fermato al 3,5%, in ribasso di 1,7 punti base. “Il quadro resta stabile nel complesso”, ha commentato un gestore di fondi obbligazionari nel pomeriggio. “Non ci sono stati scossoni né sul piano economico né su quello politico”.

Mercati obbligazionari: si attende la Bce

La giornata sui mercati obbligazionari europei si è trascinata tra attesa e cautela. Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime decisioni della BCE, soprattutto riguardo ai tassi e alle strategie per tenere sotto controllo l’inflazione. “Gli investitori stanno facendo un passo indietro”, ha spiegato un analista di una grande banca italiana. “Aspettano segnali più chiari dalla politica monetaria prima di muoversi con decisione”.

A Piazza Affari, il calo dello spread Btp-Bund viene letto come un segno di fiducia nella tenuta dei conti pubblici italiani. Ma restano alcune incognite legate all’andamento dell’economia e alle prospettive di crescita per il 2026. Nel frattempo, il Tesoro segue con attenzione l’evoluzione dei rendimenti, consapevole che ogni variazione incide direttamente sul costo del debito.

Tra banche e trader: un clima di cauta tranquillità

Nel primo pomeriggio, nei desk delle principali banche milanesi si respirava una certa tranquillità. “Nessuna sorpresa oggi”, ha confidato un trader che segue il mercato dei titoli di Stato. “Il movimento dello spread era previsto, dopo le ultime aste del Tesoro e le parole prudenti da Francoforte”. Secondo alcuni, la riduzione del differenziale potrebbe portare a una maggiore stabilità nei prossimi giorni, anche se molto dipenderà dai dati economici in arrivo la prossima settimana.

Un altro punto sotto osservazione è la domanda di titoli italiani da parte degli investitori esteri. “La fiducia è ancora buona”, ha detto un responsabile del desk obbligazionario di una banca francese. “L’Italia offre rendimenti interessanti rispetto ad altri Paesi dell’Eurozona”. Ma la prudenza resta d’obbligo: eventuali tensioni politiche o brutte sorprese sull’economia potrebbero far tornare la volatilità.

Europa e conti pubblici: la partita dello spread

Il calo dello spread Btp-Bund arriva in un momento europeo segnato da segnali contrastanti. Da una parte, i rendimenti in discesa indicano una minore percezione del rischio sui titoli italiani; dall’altra, la distanza rispetto ai Bund tedeschi resta sotto la lente di agenzie di rating e istituzioni comunitarie.

Per il governo italiano, mantenere uno spread basso è essenziale per contenere gli interessi sul debito pubblico. Fonti del Ministero dell’Economia spiegano che ogni punto base in meno si traduce in risparmi concreti per lo Stato. Ma come sottolineano diversi economisti, la situazione resta incerta e dipende da fattori esterni difficili da prevedere.

In serata, a mercati chiusi, tra gli operatori si mantiene un clima di prudenza. “La partita si gioca giorno per giorno”, ha riassunto un gestore milanese poco dopo le 18. “Per ora lo spread regge, ma basta poco per cambiare tutto”.