Teheran, 12 gennaio 2026 – Gli ambasciatori di Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna sono stati convocati oggi a Teheran dalle autorità iraniane, dopo che i loro governi avevano espresso un aperto sostegno ai manifestanti in Iran. La notizia è arrivata dal Ministero degli Esteri iraniano ed è stata rilanciata dalla televisione di Stato, in una giornata segnata da tensioni diplomatiche sempre più forti tra Teheran e le capitali europee.
Pressioni dirette sulle rappresentanze europee
Secondo il comunicato ufficiale, i diplomatici – in alcuni casi ambasciatori, in altri incaricati d’affari – sono stati ricevuti nel primo pomeriggio al Ministero degli Esteri iraniano. In quell’occasione, le autorità hanno espresso una “ferma deplorazione” per le dichiarazioni dei governi europei a favore delle proteste che da settimane scuotono diverse città del Paese. Ai rappresentanti è stato mostrato un video che, secondo Teheran, documenterebbe i danni provocati dai “rivoltosi”, come vengono definiti i manifestanti dalle fonti ufficiali.
La richiesta di un passo indietro
Durante l’incontro, le autorità iraniane hanno chiesto ai governi europei di ritirare le dichiarazioni di sostegno alle proteste. “Abbiamo spiegato la nostra posizione e chiesto un passo indietro rispetto alle dichiarazioni a favore dei manifestanti”, si legge nel comunicato del Ministero degli Esteri iraniano. Il video mostrato, secondo la televisione di Stato, contiene immagini di edifici pubblici danneggiati e scontri con le forze di sicurezza. Non sono stati forniti dettagli sulle reazioni dei diplomatici durante l’incontro.
La conferma da Parigi
Nel tardo pomeriggio, una portavoce del Ministero degli Esteri francese ha confermato la convocazione degli ambasciatori europei a Teheran. “Possiamo confermare che i nostri rappresentanti sono stati ricevuti oggi dalle autorità iraniane”, ha detto la portavoce, senza però aggiungere dettagli sul contenuto del colloquio o sulle risposte dei diplomatici. Anche fonti della Farnesina hanno detto di seguire la situazione “con la massima attenzione”, ma per ora non ci sono dichiarazioni ufficiali dall’Italia.
Proteste in Iran, il quadro attuale
Le proteste in Iran sono riprese con forza nelle ultime settimane, dopo la diffusione di video sui social che mostrano presunti abusi delle forze dell’ordine. Le manifestazioni, partite da Teheran e poi arrivate in città come Isfahan e Shiraz, hanno coinvolto migliaia di persone. Secondo le organizzazioni internazionali per i diritti umani, almeno 40 manifestanti sono stati arrestati nelle ultime 48 ore. Il governo iraniano parla invece di “azioni sovversive” e accusa i Paesi occidentali di alimentare la tensione.
Le reazioni dall’Europa
Negli ultimi giorni, diversi governi europei – tra cui Italia, Francia, Germania e Regno Unito – hanno espresso preoccupazione per la repressione delle proteste, chiedendo il rispetto dei diritti fondamentali. “Siamo vicini al popolo iraniano che chiede libertà e giustizia”, ha detto martedì il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock. Parole simili sono arrivate da Parigi e Londra. L’Iran ha definito queste prese di posizione come “interferenze inaccettabili negli affari interni”.
Cosa potrebbe succedere
Al momento non ci sono nuove iniziative diplomatiche annunciate dalle ambasciate europee a Teheran. La situazione resta in evoluzione: fonti diplomatiche raccolte in serata non escludono nuovi incontri o richieste formali da parte di Teheran nei prossimi giorni. Intanto, la comunità internazionale tiene gli occhi puntati sull’andamento delle proteste e sulle relazioni tra l’Iran e l’Unione Europea, in un clima che per ora sembra fatto di crescente distanza tra le parti.
