Teheran: la situazione sotto controllo, internet tornerà presto attivo

Teheran: la situazione sotto controllo, internet tornerà presto attivo

Teheran: la situazione sotto controllo, internet tornerà presto attivo

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Teheran, 12 gennaio 2026 – Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha puntato il dito contro le recenti proteste in Iran, accusando che sono sfociate in episodi di violenza per dare all’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump un pretesto per un possibile intervento. Le sue parole, riportate da Al-Jazeera e rilanciate da SkyNews, arrivano dopo un fine settimana segnato da scontri e tensioni in varie città del Paese. Secondo Araqchi, la situazione sarebbe ora “sotto controllo totale”, anche se la normalità resta ancora lontana.

Proteste in fiamme, il governo risponde

Durante un incontro con diplomatici stranieri a Teheran, il ministro ha raccontato che la violenza nelle strade è aumentata negli ultimi giorni, soprattutto tra sabato e domenica. In quei giorni – secondo fonti locali – ci sono stati scontri tra manifestanti e forze di sicurezza in quartieri come Enghelab e Azadi. “Le proteste sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa a Trump”, ha detto Araqchi, sottolineando che, secondo il governo, dietro l’escalation ci sarebbero “elementi stranieri” con l’obiettivo di destabilizzare il Paese.

Internet bloccato: il ritorno sarà lento

Uno dei temi più caldi è il blocco quasi totale di Internet in Iran, durato circa 86 ore. Araqchi ha garantito che la rete tornerà “presto”, ma solo “in accordo con le autorità di sicurezza”. Al momento, però, non è stata indicata una data precisa. “Stiamo lavorando per riattivare i servizi anche per ambasciate e ministeri”, ha aggiunto, lasciando capire che il ritorno alla normalità digitale sarà graduale e mirato.

Secondo SkyNews, la mancanza di accesso alla rete ha reso difficile capire l’entità delle proteste e delle repressioni nelle ultime due settimane. Solo alcune zone di Teheran e delle città principali hanno avuto brevi finestre di connessione, spesso controllate dalle autorità.

Armi tra i manifestanti? Le accuse del governo

Araqchi ha poi detto che il governo ha in mano filmati che mostrerebbero la distribuzione di armi tra i manifestanti. “Presto pubblicheremo le confessioni dei detenuti”, ha annunciato, senza però spiegare quando o come verranno diffusi questi materiali. Le autorità, secondo il ministro, stanno “seguendo da vicino” gli eventi in strada e promettono una risposta dura contro chi, a loro dire, ha alimentato le tensioni dall’estero.

“Le forze di sicurezza daranno la caccia ai responsabili”, ha aggiunto Araqchi, lasciando intendere che le indagini andranno avanti nei prossimi giorni. In alcune zone della capitale, come confermato da testimoni contattati al telefono, restano posti di blocco e pattuglie militari.

Trump nel mirino, reazioni internazionali

Il richiamo diretto a Trump e agli Stati Uniti riflette il clima di sospetto che si respira a Teheran. Il governo iraniano accusa Washington di voler sfruttare le proteste per aumentare la pressione politica ed economica sul Paese. “Non permetteremo ingerenze straniere”, ha ribadito Araqchi davanti ai diplomatici.

A livello internazionale, le risposte sono state più caute. L’Unione Europea ha chiesto il rispetto dei diritti umani e la fine del blackout di Internet, mentre la Casa Bianca non ha rilasciato commenti ufficiali nelle ultime ore. Fonti diplomatiche europee dicono che la situazione resta difficile da seguire, soprattutto senza un accesso diretto alle informazioni dal territorio.

Iran in bilico: attesa e tensione

Intanto, in Iran la gente vive tra dubbi e paura. Nelle strade di Teheran, raccontano alcuni residenti raggiunti via messaggi criptati, si respira una calma solo apparente. I negozi aprono a singhiozzo, i mezzi pubblici funzionano ma con ritardi. Solo così, forse, si potrà capire davvero cosa ha lasciato dietro di sé questa ondata di proteste e le mosse del governo.

Resta da vedere se il ritorno di Internet porterà più chiarezza su quanto è successo nelle ultime settimane. Per ora, le autorità insistono sul controllo della situazione. Ma la tensione, sotto la superficie, continua a serpeggiare tra le vie della capitale e nei quartieri più colpiti dalle manifestazioni.