Tragedia all’ex Ilva di Taranto: un operaio perde la vita in un incidente

Tragedia all'ex Ilva di Taranto: un operaio perde la vita in un incidente

Tragedia all'ex Ilva di Taranto: un operaio perde la vita in un incidente

Matteo Rigamonti

Gennaio 12, 2026

Taranto, 12 gennaio 2026 – Questa mattina, all’interno dell’acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto, ha perso la vita Claudio Salamida, operaio di 52 anni. Secondo le prime informazioni raccolte dai sindacati e confermate dalla polizia, l’uomo è caduto dal quinto al quarto piano mentre stava controllando alcune valvole. L’incidente è avvenuto poco dopo le 8, in una zona riservata al personale tecnico.

Tragedia durante il turno di controllo

Salamida, con oltre vent’anni di esperienza nello stabilimento, stava svolgendo una verifica programmata su alcune valvole di sicurezza. Un collega, che si trovava vicino a lui, ha raccontato di aver sentito un tonfo improvviso seguito da urla di allarme. “Non ho visto cosa è successo, ma ho capito subito che era grave”, ha detto ancora scosso. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti: alle 8.15 l’ambulanza del 118 era già sul posto, ma purtroppo per Salamida non c’è stato nulla da fare. Il medico ha potuto solo constatarne la morte.

Indagini in corso

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e gli ispettori dello Spesal, il servizio della Asl di Taranto che si occupa di sicurezza sul lavoro. L’area è stata isolata e sono state raccolte le testimonianze dei colleghi. La prima ipotesi è che Salamida possa aver perso l’equilibrio mentre si sporgeva per controllare una valvola difficile da raggiungere. Non si esclude però un possibile cedimento della passerella o un guasto ai dispositivi di sicurezza individuale. “Stiamo controllando ogni dettaglio – ha spiegato un ispettore – dai dispositivi di protezione ai protocolli interni”.

Sgomento e proteste in fabbrica

La notizia si è diffusa velocemente tra i reparti. I sindacati hanno chiesto subito un incontro urgente con la direzione. “Non è accettabile che nel 2026 si continui a morire sul lavoro”, ha detto Francesco Rizzo, segretario provinciale Usb Taranto. “Vogliamo chiarezza sulle condizioni di sicurezza e sulle procedure adottate”. Nel piazzale davanti all’acciaieria 2, alcuni operai si sono fermati in silenzio, visibilmente scossi. “Era uno di noi, lavorava qui da sempre”, ha confidato un collega.

Un impianto sotto osservazione

L’ex Ilva di Taranto, oggi gestita da Acciaierie d’Italia, è uno degli impianti siderurgici più grandi d’Europa. Negli ultimi anni la questione della sicurezza sul lavoro è stata al centro di numerosi dibattiti e proteste. Nel 2025, secondo i dati Inail, si sono verificati tre incidenti gravi nello stabilimento, anche se nessuno era stato fatale fino a oggi. Le ispezioni hanno portato a prescrizioni e interventi, ma i rappresentanti dei lavoratori denunciano ancora “problemi strutturali” in alcune aree.

Il cordoglio della direzione

Nel pomeriggio è arrivata una nota ufficiale da Acciaierie d’Italia: “Siamo profondamente addolorati per la perdita del nostro collega Claudio Salamida. L’azienda collabora con le autorità per chiarire la dinamica dell’incidente e conferma il proprio impegno per la sicurezza dei lavoratori”. La nota si chiude con un messaggio di cordoglio alla famiglia dell’operaio.

Cosa succederà ora

Nei prossimi giorni la Procura di Taranto aprirà un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Gli inquirenti acquisiranno i filmati delle telecamere e la documentazione sulle manutenzioni recenti nell’area dell’incidente. Intanto, i sindacati hanno già annunciato uno sciopero di due ore per domani mattina, in segno di lutto e protesta. “Non vogliamo più piangere colleghi”, ha detto un delegato Fiom davanti ai cancelli.

La città si interroga ancora una volta sulla sicurezza nelle grandi fabbriche. E su quel turno come tanti altri, che per Claudio Salamida si è fermato per sempre.