Cortina d’Ampezzo, 12 gennaio 2026 – Un’aurora boreale ha acceso di rosso il cielo delle Dolomiti nella notte tra l’11 e il 12 gennaio, regalando uno spettacolo raro e fugace sopra le cime delle Marmarole, nel cuore del Cadore. A catturare quell’attimo, poco dopo la mezzanotte, è stata Alessandra Masi, astrofotografa con anni di esperienza alle spalle, già nota per i suoi scatti scelti dalla NASA come foto del giorno (Apod). “Da Pieve di Cadore l’ho vista comparire sopra il gruppo delle Marmarole: un’apparizione breve, ma davvero emozionante”, ha raccontato Masi a alanews.it, ancora visibilmente emozionata.
Aurora boreale sulle Dolomiti: uno spettacolo che lascia senza fiato
L’aurora boreale – che di solito si vede solo alle alte latitudini, vicino ai poli – si è fatta vedere per pochi minuti anche sulle montagne venete, sorprendendo chi si trovava fuori a quell’ora. Le Marmarole, riconosciute dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, hanno fatto da sfondo a una danza di luci rossa e violacea che ha colorato il cielo. Secondo le prime ricostruzioni, il fenomeno è stato visibile intorno alle 00:15 e ha durato circa dieci minuti. “Qui da noi capita raramente di assistere a cose del genere”, ha confidato un abitante di Pieve di Cadore, ancora incredulo.
Sole in fermento, ecco perché l’aurora è arrivata così a sud
A spiegare cosa è successo ci pensano gli esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). “Il Sole sta attraversando la fase più attiva del suo ciclo numero 25. In questi periodi le eruzioni solari e le espulsioni di massa coronale sono più frequenti”, ha detto il ricercatore Marco Fabbri. Queste scariche lanciano nello spazio grandi quantità di particelle cariche che, incontrando il campo magnetico terrestre, possono dare vita a aurore anche a latitudini insolite. Solo quando le tempeste geomagnetiche sono davvero forti – come quella dell’11 gennaio – l’aurora diventa visibile anche nel Nord Italia.
Alessandra Masi, la passione per il cielo che non si spegne mai
Non è la prima volta che Alessandra Masi riesce a fotografare un evento del genere sulle Dolomiti. Già a gennaio 2025 aveva immortalato un’aurora boreale insieme a un altro fenomeno luminoso: il SAR (Arco rosso aurorale stabile), una formazione creata dalle correnti a forma di anello che circondano la Terra. “Sono momenti che ripagano di tutte le notti passate all’aperto al freddo”, ha detto la fotografa, che da anni si dedica all’astrofotografia tra le valli del Bellunese. Le sue immagini hanno varcato spesso i confini nazionali, ottenendo riconoscimenti anche dalla comunità scientifica internazionale.
Marmarole, uno scenario da sogno per uno spettacolo celeste
Le Marmarole, nel cuore del Cadore e ben visibili da Pieve di Cadore, offrono uno dei panorami più suggestivi delle Dolomiti bellunesi. Nella notte dell’11 gennaio, le loro vette innevate hanno riflesso la luce rossa dell’aurora, creando un contrasto che, secondo Masi, “sembrava quasi irreale”. Qualche escursionista ha raccontato di aver notato una lieve luminescenza verso nord, ma solo chi aveva una fotocamera sensibile è riuscito a cogliere i dettagli più intensi dello spettacolo.
Un evento che tiene viva la curiosità degli scienziati
Gli studiosi spiegano che questi episodi potrebbero diventare più frequenti nei prossimi mesi, mentre il ciclo solare 25 si avvicina al suo picco. “Seguiamo con attenzione l’attività del Sole e invitiamo gli appassionati a tenere d’occhio le previsioni geomagnetiche”, ha consigliato Fabbri dell’INAF. Nel frattempo, sui social si moltiplicano le condivisioni dello scatto di Masi, diventato in poche ore virale tra chi ama astronomia e fotografia.
Quando il cielo sopra le Dolomiti si tinge di rosso, ci si ricorda quanto sia fragile e sorprendente il rapporto tra Terra e spazio. E, come ha detto Alessandra Masi, “basta alzare gli occhi per scoprire che ogni notte può riservare qualcosa di inaspettato”.
