Bruxelles, 13 gennaio 2026 – La Commissione europea ha annunciato che a febbraio uscirà il quarto bando dell’Iniziativa urbana europea, con una dotazione di 60 milioni di euro provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale. L’obiettivo, spiegano fonti Ue, è aiutare le autorità urbane a mettere alla prova su piccola scala soluzioni innovative per affrontare le sfide più urgenti delle città europee.
Quattro sfide chiave per le città
Il bando, in arrivo nelle prossime settimane, punterà su quattro temi principali: competitività e digitalizzazione, inclusione sociale e uguaglianza, sicurezza e protezione, e azione per il clima. Sono argomenti che riprendono le linee guida dell’agenda Ue per le città presentata lo scorso dicembre. “Le città sono il cuore dell’innovazione e della crescita, ma anche il luogo dove emergono più chiaramente disuguaglianze e problemi ambientali”, ha spiegato un portavoce della Commissione durante un incontro informale con la stampa a Bruxelles.
Progetti pilota con impatto reale
Il bando si rivolge alle autorità urbane dei Paesi membri, con l’obiettivo di finanziare progetti pilota che diano risposte concrete a problemi come la digitalizzazione dei servizi pubblici, la riduzione delle disuguaglianze nei quartieri periferici, la sicurezza degli spazi pubblici e la capacità di resistere ai cambiamenti climatici. “Cerchiamo idee che possano essere replicate altrove, ma che nascano da bisogni veri delle comunità”, ha sottolineato la responsabile del programma alla Direzione generale Politica regionale della Commissione.
I 60 milioni di euro saranno distribuiti tra i progetti selezionati, con un contributo massimo per singola iniziativa che, nelle prime indicazioni, potrebbe aggirarsi intorno ai 5 milioni. I dettagli saranno resi noti nel testo ufficiale del bando, atteso entro la prima metà di febbraio.
L’agenda urbana sempre più in primo piano
La scelta dei temi non è casuale. Negli ultimi mesi, la Commissione ha intensificato il dialogo con sindaci e amministratori locali, raccogliendo proposte e suggerimenti. La nuova agenda urbana europea – presentata a dicembre durante una sessione plenaria del Comitato delle Regioni – mette al centro la necessità di rafforzare la competitività digitale delle città, promuovere l’inclusione sociale, garantire la sicurezza e accelerare l’adattamento ai cambiamenti climatici.
“Le città sono spesso il primo banco di prova delle politiche europee”, ha ricordato la commissaria per la Coesione e le Riforme, Elisa Ferreira. “Con questo bando vogliamo dare agli amministratori locali gli strumenti per sperimentare soluzioni nuove e condividere i risultati a livello europeo”.
Come partecipare e tempistiche
La Commissione ha annunciato che il bando sarà pubblicato sul portale ufficiale dell’Iniziativa urbana europea entro febbraio. Le autorità urbane interessate avranno alcune settimane per presentare i progetti. Terminata la fase di raccolta, una commissione tecnica valuterà le proposte sulla base dell’innovazione, della possibilità di replicarle e dell’impatto atteso sulle comunità.
Tra gli amministratori italiani l’attesa è alta. “Siamo pronti a partecipare con idee su rigenerazione urbana e transizione digitale”, ha detto un funzionario del Comune di Milano contattato telefonicamente nel pomeriggio. Anche altre città, da Torino a Bologna, stanno preparando i loro progetti.
Un’occasione per le città italiane
L’Italia, che nelle precedenti edizioni ha ottenuto finanziamenti per progetti legati a mobilità sostenibile e inclusione sociale, guarda con interesse a questa nuova chiamata europea. “Ogni finanziamento diretto è un’occasione per sperimentare politiche urbane nuove”, ha spiegato un dirigente dell’Anci.
Solo con la pubblicazione ufficiale del bando e l’avvio della selezione si capirà quali città riusciranno a cogliere questa opportunità. Nel frattempo, gli uffici tecnici dei Comuni sono già al lavoro sulle idee: dettagli come l’orario di apertura dello sportello digitale o la mappatura delle aree verdi da riqualificare possono fare la differenza nella valutazione finale.
La partita si giocherà nei prossimi mesi. Per molte città europee – non solo italiane – questa potrebbe essere una delle poche occasioni concrete per provare soluzioni nuove e replicabili alle sfide urbane del prossimo decennio.
