Banche centrali unite: la difesa di Powell e l’importanza dell’indipendenza monetaria

Banche centrali unite: la difesa di Powell e l'importanza dell'indipendenza monetaria

Banche centrali unite: la difesa di Powell e l'importanza dell'indipendenza monetaria

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Washington, 13 gennaio 2026 – I vertici delle principali banche centrali internazionali si schierano senza esitazioni a fianco di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, finito sotto inchiesta da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. In un comunicato congiunto diffuso questa mattina, i governatori e i presidenti delle banche centrali di Europa, Regno Unito, Canada, Svizzera e altri Paesi hanno ribadito con forza l’importanza dell’indipendenza delle banche centrali come baluardo della stabilità economica e finanziaria.

Banche centrali unite: l’indipendenza è sacra

Esprimiamo piena solidarietà al Federal Reserve System e al suo presidente Jerome H. Powell. L’indipendenza delle banche centrali è un pilastro fondamentale per mantenere stabili prezzi, finanze ed economia, a beneficio dei cittadini che serviamo”. Così inizia la nota firmata, tra gli altri, da Christine Lagarde (Bce), Andrew Bailey (Bank of England), Martin Schlegel (Banca nazionale svizzera) e Tiff Macklem (Bank of Canada). Un messaggio deciso, non scontato per i toni e il momento, che arriva dopo settimane di tensione tra la Casa Bianca e la Fed.

Il comunicato, uscito alle 9.30 ora di Washington, sottolinea come “sia fondamentale preservare questa indipendenza, rispettando lo stato di diritto e la responsabilità democratica”. Una presa di posizione così ampia non si vedeva da tempo. Fonti vicine alla Bce spiegano che la scelta di pubblicare il comunicato è maturata nel weekend, dopo le indiscrezioni su presunte pressioni politiche su Powell rilanciate dalla stampa americana.

Il caso Powell: cosa succede

L’indagine aperta dal Dipartimento di Giustizia Usa, secondo il “Wall Street Journal”, riguarda alcune scelte della Fed negli ultimi mesi, soprattutto la gestione dei tassi di interesse e il modo in cui sono stati comunicati i rischi legati all’inflazione. La Casa Bianca ha più volte criticato pubblicamente la politica della banca centrale. Solo venerdì scorso, un portavoce dell’amministrazione aveva accusato la Fed di “scarsa trasparenza”.

Nel comunicato, i governatori delle banche centrali hanno voluto sottolineare la stima personale verso Powell: “Il presidente Powell ha svolto il suo ruolo con integrità, mantenendo il focus sul suo mandato e lavorando con un impegno forte per l’interesse pubblico. Per noi è un collega stimato e apprezzato da tutti quelli che hanno collaborato con lui”. Parole che suonano come una difesa non solo istituzionale, ma anche personale.

Una solidarietà senza precedenti

La lista dei firmatari parla da sola: oltre a Lagarde e Bailey, ci sono anche Erik Thedéen (Sveriges Riksbank), Christian Kettel Thomsen (Danmarks Nationalbank), Ida Wolden Bache (Norges Bank), Michele Bullock (Reserve Bank of Australia), Chang Yong Rhee (Bank of Korea), Gabriel Galípolo (Banco Central do Brasil), insieme ai vertici della Banca dei Regolamenti Internazionali, rappresentati da François Villeroy de Galhau e Pablo Hernández de Cos.

Secondo alcuni osservatori a Bruxelles, questa posizione riflette il timore crescente per possibili interferenze politiche sulle banche centrali. “Non è solo un caso americano – ha spiegato una fonte diplomatica europea – ma un principio che riguarda tutti: l’autonomia delle autorità monetarie va difesa ovunque”.

I mercati reagiscono

La notizia ha subito mosso i mercati finanziari. A Wall Street, l’apertura è stata piuttosto movimentata: il dollaro ha recuperato terreno dopo una mattinata di cali. Gli esperti sottolineano che la fiducia nell’indipendenza della Federal Reserve resta fondamentale per la stabilità degli investimenti a livello globale.

“Quando le banche centrali parlano con una voce sola – ha commentato Mark Zandi, chief economist di Moody’s Analytics – il messaggio agli investitori è chiaro: le regole del gioco non cambiano a seconda delle stagioni politiche”.

Cosa ci aspetta

Resta da vedere come andrà avanti l’indagine su Powell e se la Casa Bianca deciderà di moderare i toni. Per ora, le banche centrali mostrano un fronte unito. “Difendere l’indipendenza oggi significa proteggere la stabilità di domani”, ha detto un funzionario della Bce dopo la riunione straordinaria di ieri a Francoforte.

In attesa di novità dall’amministrazione americana, il mondo della finanza tiene gli occhi puntati su Washington. La battaglia per l’autonomia delle banche centrali sembra destinata a restare al centro del dibattito globale ancora a lungo.