Milano, 13 gennaio 2026 – Credit Agricole ha ricevuto l’ok dalla Banca Centrale Europea per superare il 20% del capitale di Banco Bpm, confermano fonti finanziarie raccolte oggi. Una decisione attesa da settimane nei corridoi bancari milanesi, che apre nuovi scenari per la banca di Piazza Meda e per il sistema bancario italiano, già alle prese con una fase di grandi cambiamenti.
Credit Agricole supera il 20% di Banco Bpm: la BCE dà il via libera
La notizia dell’autorizzazione arrivata da Francoforte ha iniziato a circolare stamattina, trovando conferme da chi segue da vicino la vicenda. Credit Agricole, già uno degli azionisti principali di Banco Bpm, potrà così rafforzare la sua quota, andando oltre il 20%. Ma la BCE ha messo in chiaro una cosa: nel prossimo consiglio di amministrazione della banca italiana, il gruppo francese dovrà avere un numero di consiglieri adeguato alla nuova partecipazione. Si parla di quattro o cinque su quindici.
Un equilibrio delicato, quello suggerito dall’autorità europea. L’obiettivo è chiaro: evitare che la presenza di Credit Agricole possa bloccare le decisioni importanti del consiglio. In caso di conflitto di interessi, infatti, i consiglieri del gruppo francese dovranno astenersi dal voto, come previsto dal Testo Unico Bancario.
La BCE vigila sulla governance: niente blocchi in consiglio
La raccomandazione della BCE non è casuale. Negli ultimi mesi, sotto la guida di Christine Lagarde, l’attenzione si è concentrata proprio sulla stabilità e sull’equilibrio nei consigli delle principali banche europee. Nel caso di Banco Bpm, la crescita del peso di un socio straniero come Credit Agricole richiede una gestione attenta degli equilibri interni.
“Il messaggio della BCE è semplice: il consiglio deve restare operativo, senza rischiare paralisi in caso di scontri tra soci”, spiega una fonte vicina alla vicenda. E a Piazza Meda la situazione viene monitorata con grande cura: la banca guidata da Giuseppe Castagna si prepara a una fase delicata, con un azionariato sempre più internazionale.
Prossimi passi: i nuovi consiglieri e le strategie
Da quanto si apprende, il prossimo consiglio di amministrazione di Banco Bpm, previsto nelle prossime settimane, dovrà recepire le indicazioni della BCE. La nomina dei rappresentanti di Credit Agricole dovrebbe arrivare insieme all’aumento della loro quota azionaria. Quattro o cinque consiglieri su quindici: una presenza importante, ma senza controllo totale.
“L’idea è mantenere un equilibrio tra gli azionisti e garantire la continuità nella gestione”, racconta un membro del board, che preferisce restare anonimo. In caso di potenziali conflitti d’interesse, come operazioni che coinvolgano direttamente il gruppo francese, i consiglieri dovranno astenersi, come impone la legge italiana.
Cosa cambia per il sistema bancario italiano
L’ingresso più forte di Credit Agricole in Banco Bpm arriva in un momento di grandi trasformazioni nel settore bancario italiano. Negli ultimi due anni, molte banche hanno visto l’arrivo di soci stranieri o fusioni tra gruppi italiani. La situazione di Piazza Meda è seguita con attenzione anche dal governo e dalle autorità di vigilanza.
Per alcuni analisti, questa mossa del gruppo francese potrebbe essere solo l’inizio di nuove operazioni nel settore. “Il rafforzamento di Credit Agricole potrebbe aprire la strada a ulteriori sviluppi”, osserva un esperto milanese. Al momento, però, non ci sono conferme ufficiali su cosa accadrà.
Resta da vedere come reagiranno i mercati nei prossimi giorni. L’attenzione degli investitori è alta: la partita per il controllo e la gestione delle banche più importanti d’Italia è ancora aperta.
