Borsa europea in difficoltà: oro e argento continuano a brillare

Borsa europea in difficoltà: oro e argento continuano a brillare

Borsa europea in difficoltà: oro e argento continuano a brillare

Giada Liguori

Gennaio 13, 2026

Milano, 13 gennaio 2026 – Le Borse europee partono la settimana in rosso, frenate dalle incertezze politiche negli Stati Uniti e dalle nuove tensioni in Iran. Questa mattina, lunedì, gli investitori hanno preferito muoversi con cautela. A pesare è soprattutto lo scontro tra l’ex presidente Donald Trump e la Federal Reserve, mentre l’indagine penale sul governatore Jerome Powell spinge molti a cercare rifugio in asset più sicuri.

Listini europei in calo, utility e banche sotto pressione

L’indice Stoxx 600, che riassume l’andamento delle principali aziende europee, ha perso lo 0,2% poco dopo le 11.30. A Piazza Affari, così come a Francoforte (+0,05%) e Londra (+0,01%), i movimenti sono stati limitati. Diverso il quadro a Parigi, che ha lasciato sul terreno lo 0,3%, e a Madrid, in calo dell’1%. Il settore più debole è stato quello delle utility, in calo dell’1,1%, penalizzato dall’aumento del prezzo del gas, salito del 3,7% a 29,43 euro al megawattora.

Le banche hanno perso lo 0,7%, mentre le assicurazioni hanno lasciato sul campo lo 0,5%. “L’incertezza resta alta, la volatilità non si calmerà finché non si chiariranno le tensioni politiche negli Stati Uniti”, ha spiegato un analista di una grande banca milanese.

Oro e argento volano, dollaro in difficoltà

Tra le materie prime, si rafforzano i beni rifugio. L’oro è salito del 2,6%, toccando i 4.590 dollari l’oncia. Ancora più decisa la crescita dell’argento, a 84,23 dollari (+7,8%). “Gli investitori cercano sicurezza – ha detto un operatore della City – soprattutto dopo le notizie sull’indagine che coinvolge Powell”.

Sul mercato valutario, il dollaro perde terreno rispetto alle principali valute. L’euro si è portato a 1,1683 sul biglietto verde, la sterlina è salita a 1,3453 e il franco svizzero a 1,2549. “Il dollaro soffre per le crescenti incertezze politiche interne”, ha spiegato un trader a Londra.

Energia stabile, farmaceutica in ripresa

Nel settore energia, i prezzi del petrolio sono rimasti praticamente fermi. Il WTI ha perso lo 0,3%, a 58,98 dollari al barile, mentre il Brent ha lasciato sul terreno lo 0,2%, chiudendo a 63,20 dollari. “Nonostante le tensioni in Medio Oriente – ha detto un esperto di materie prime – il mercato ha già messo in conto i rischi maggiori”.

A fare eccezione è stata la farmaceutica, che ha segnato un leggero rialzo dello 0,1%. Spicca il balzo di Abivax, che ha guadagnato il 20% sulle indiscrezioni di una possibile acquisizione. “Il titolo vola sulle voci – ha commentato un gestore parigino – ma ancora manca una conferma ufficiale”.

Spread stabile, rendimenti fermi

Sul fronte dei titoli di Stato, tutto tranquillo. Lo spread tra Btp e Bund si è mantenuto a 63 punti base. Il rendimento del decennale italiano è stabile al 3,48%, quello tedesco al 2,85%. “Il mercato dei titoli pubblici resta calmo, almeno per ora”, ha detto un operatore romano.

Tensioni geopolitiche e attesa per la Fed

A tenere alta la tensione sui mercati è soprattutto l’incertezza sulle mosse della Federal Reserve. Gli investitori aspettano chiarimenti dopo l’apertura dell’indagine su Powell. Intanto, le tensioni in Iran non accennano a calare. Fonti diplomatiche europee parlano di una situazione ancora molto fluida, che potrebbe avere ripercussioni anche sui mercati energetici nelle prossime settimane.

Nel frattempo, chi opera in Borsa preferisce muoversi con prudenza. “Serve chiarezza – ha confidato un gestore milanese – solo così capiremo se questa fase di debolezza sarà breve o l’inizio di correzioni più profonde”.