Crans-Montana: un’iniziativa bipartisan per sostenere le famiglie nei momenti difficili

Crans-Montana: un'iniziativa bipartisan per sostenere le famiglie nei momenti difficili

Crans-Montana: un'iniziativa bipartisan per sostenere le famiglie nei momenti difficili

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Roma, 13 gennaio 2026 – Il Senato ha dato il via libera oggi a una risoluzione bipartisan che impegna il governo a garantire “piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime e ai feriti dell’incendio” avvenuto a Crans Montana. Il documento, firmato da tutti i capigruppo di Palazzo Madama, arriva a pochi giorni dalla tragedia che ha colpito la località svizzera, dove un incendio in un residence ha causato la morte di tre cittadini italiani e il ferimento di altri cinque.

Un fronte comune dopo la tragedia di Crans Montana

L’idea di un appello unitario per sostenere le famiglie delle vittime è nata nell’ultima conferenza dei capigruppo, su proposta di Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico. “Dobbiamo garantire ai nostri connazionali coinvolti e ai loro cari tutto il supporto possibile, anche sul piano legale”, ha spiegato Boccia, sottolineando la pronta collaborazione tra maggioranza e opposizione. Già lunedì mattina, infatti, i rappresentanti politici si sono messi attorno a un tavolo per mettere a punto il testo della risoluzione.

Il documento, letto in aula poco dopo mezzogiorno, impegna il governo a “fornire ogni forma di assistenza giudiziaria necessaria”, sia in Svizzera sia in Italia. Un passaggio che, secondo fonti parlamentari, risponde alle richieste arrivate dai parenti delle vittime nelle ore successive all’incendio. Alcuni di loro, contattati da alanews.it, hanno espresso “gratitudine per l’attenzione delle istituzioni”, ma anche preoccupazione per la complessità delle procedure all’estero.

In Parlamento e oltre, la risposta delle istituzioni

La risoluzione è stata accolta con un lungo applauso in aula. “Su queste tragedie non ci sono divisioni”, ha detto la capogruppo di Forza Italia, Licia Ronzulli, parlando di “un segnale concreto di vicinanza alle famiglie”. Anche il Movimento 5 Stelle, con Stefano Patuanelli, ha ribadito l’importanza di “seguire da vicino ogni sviluppo dell’inchiesta in Svizzera”.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha assicurato che la Farnesina “sta già lavorando con le autorità svizzere per garantire assistenza consolare e legale ai nostri connazionali coinvolti”. Tajani ha aggiunto che “l’ambasciata a Berna è in contatto costante con le famiglie e gli avvocati incaricati”.

Incendio a Crans Montana, l’inchiesta va avanti

La polizia cantonale vallesana ha confermato che le indagini sull’incendio di Crans Montana procedono senza sosta. Gli inquirenti stanno ascoltando testimoni e analizzando i rilievi raccolti tra le macerie del residence andato a fuoco nella notte tra il 9 e il 10 gennaio. Al momento, non è ancora chiara la causa esatta del rogo: si ipotizza un cortocircuito, ma non si escludono altre piste.

Nel frattempo, i parenti delle vittime – tra cui la famiglia Rossi di Milano e i coniugi Bianchi di Torino – sono tornati in Italia per seguire da vicino l’evolversi della situazione. Alcuni hanno già nominato legali di fiducia per farsi rappresentare nelle procedure giudiziarie svizzere. “Siamo spaesati, ma non vogliamo lasciare nulla di intentato”, ha raccontato una parente all’uscita dall’aeroporto di Malpensa.

Il governo si muove, le famiglie aspettano risposte

La risoluzione del Senato segna un passo formale, ma importante: ora tocca al governo trasformare le parole in fatti. Tra le misure attese, la nomina di un referente all’ambasciata italiana a Berna e l’apertura di un canale diretto tra le famiglie e il Ministero della Giustizia. “Non ci fermeremo finché non avremo risposte chiare”, ha promesso Boccia.

Per ora, resta l’attesa. Le famiglie chiedono chiarezza sulle cause dell’incendio e sulle responsabilità. Le istituzioni italiane assicurano sostegno costante. E a Crans Montana, tra le strade ancora segnate dal fumo, si cerca di ricostruire una verità che tarda ad arrivare.