New York, 13 gennaio 2026 – Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase, non ha lasciato spazio a dubbi sull’indipendenza della Federal Reserve. Durante la tradizionale conference call con gli analisti, ieri sera a New York, subito dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali della banca, Dimon ha commentato con chiarezza: “Ho enorme rispetto per Jay Powell. Tutti quelli che conosciamo credono nell’indipendenza della Fed. Qualsiasi cosa che la indebolisca probabilmente non è una grande idea”. Parole pronunciate in risposta a una domanda sulle recenti discussioni politiche che hanno acceso il dibattito sul ruolo della banca centrale americana.
Fed sotto assedio: Dimon difende l’autonomia
Le parole di Dimon arrivano in un momento delicato. Il tema dell’autonomia della Federal Reserve è tornato al centro dell’attenzione, sia a Washington sia tra gli addetti ai lavori nei mercati finanziari. Nelle ultime settimane, alcune proposte di legge e dichiarazioni pubbliche hanno messo in discussione il grado di indipendenza dell’istituzione guidata da Jerome Powell. Dimon, alla guida della più grande banca americana per asset, ha voluto ribadire il fronte compatto del settore: “Tutti quelli che conosciamo credono nell’indipendenza della Fed”. Un messaggio chiaro, che sottolinea quanto la fiducia nella banca centrale sia un punto fermo per i principali protagonisti del sistema finanziario.
Risultati solidi in un contesto incerto
La conference call è arrivata poche ore dopo la pubblicazione dei dati sul quarto trimestre 2025. JPMorgan ha fatto segnare utili netti per 12,1 miliardi di dollari, con ricavi a quota 39,9 miliardi, superando le previsioni degli analisti. Numeri che confermano la solidità della banca in un periodo segnato da mercati agitati e segnali contrastanti sull’economia americana. “Abbiamo visto una buona crescita nei prestiti commerciali e nei servizi di investment banking”, ha detto Dimon, ammettendo però che il quadro resta “incerto” a causa delle tensioni geopolitiche e delle attese sui tassi d’interesse.
Powell nel mirino delle pressioni politiche
Negli ultimi mesi, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dovuto fronteggiare pressioni da entrambe le parti politiche. Repubblicani e democratici hanno avanzato richieste per rivedere i poteri della banca centrale, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei tassi e la supervisione bancaria. Secondo fonti vicine alla Fed, Powell ha ribadito più volte l’importanza di mantenere una linea indipendente dal governo federale. “La credibilità della Fed si basa sulla sua capacità di agire senza interferenze”, ha ricordato un funzionario della banca centrale, citato dal Wall Street Journal.
Mercati attenti, titolo JPMorgan in lieve rialzo
Le parole di Dimon non sono passate inosservate su Wall Street. Stamattina il titolo JPMorgan ha aperto in leggero rialzo, mentre l’indice S&P 500 si è mantenuto stabile. Gli analisti vedono nel sostegno pubblico all’indipendenza della Fed da parte di un big come Dimon un segnale positivo per i mercati. “È fondamentale che la banca centrale possa agire senza condizionamenti politici”, ha commentato Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, contattato subito dopo la conference call.
2026 sotto osservazione: prudenza e attenzione
Guardando avanti, Dimon ha detto che JPMorgan seguirà con attenzione l’evolversi delle politiche monetarie e fiscali negli Stati Uniti. “Ci aspettiamo una certa volatilità nei mercati, soprattutto con le elezioni presidenziali all’orizzonte”, ha ammesso l’amministratore delegato, lasciando intendere che la banca adotterà un approccio prudente nella gestione del rischio. Le stime interne diffuse ieri sera indicano un possibile rallentamento della crescita americana nella prima metà del 2026, soprattutto per le incertezze legate alle scelte della politica monetaria.
L’autonomia delle banche centrali: un nodo globale
La questione dell’indipendenza delle banche centrali non riguarda solo gli Stati Uniti. Negli ultimi anni, anche in Europa e in Asia si sono viste tensioni tra governi e istituzioni monetarie. Ma come ha sottolineato Dimon, “qualsiasi cosa che indebolisca la Fed probabilmente non è una grande idea”. Una frase che riassume il pensiero dominante tra i grandi protagonisti della finanza: senza libertà nelle decisioni, la credibilità delle banche centrali rischia di vacillare. E, come avvertono diversi osservatori, le conseguenze potrebbero farsi sentire molto oltre Wall Street.
