Roma, 13 gennaio 2026 – Il Decreto Energia, il provvedimento tanto atteso per tagliare i costi delle bollette energetiche in Italia, dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro fine mese. A confermarlo è stato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, che nelle ultime ore ha ribadito l’intenzione di accelerare per dare una risposta rapida a famiglie e imprese. La misura, secondo fonti del Ministero, vuole intervenire su una delle spese più pesanti per cittadini e aziende, in un momento in cui il prezzo dell’energia rimane più alto rispetto ad altri Paesi europei.
Imprese in attesa, addio alla cartolarizzazione
Uno dei nodi ancora da sciogliere riguarda gli aiuti alle piccole e medie imprese. I tecnici del Mase – il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica – stanno cercando una strada alternativa dopo aver abbandonato l’idea della cartolarizzazione degli oneri di sistema. Questa ipotesi, bocciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze perché troppo costosa, avrebbe potuto anche esporre l’Italia a una procedura europea per aiuti di Stato. “Stiamo valutando altre soluzioni per sostenere le aziende, senza rischiare sanzioni o problemi di bilancio”, spiegano fonti vicine al dossier.
Bonus energetico e Isee: cosa cambia per le famiglie
Per le famiglie, il decreto conferma il bonus energetico per chi ha un Isee fino a 15mila euro, che sale a 20mila euro se ci sono almeno quattro figli. È una misura già vista in passato, ora prorogata e rafforzata per proteggere chi è più in difficoltà. Il provvedimento interviene anche sullo spread tra il prezzo del gas in Italia e quello alla borsa Ttf di Amsterdam, un divario che negli ultimi mesi ha pesato molto sulle bollette. “L’obiettivo è ridurre questo gap e offrire più stabilità ai consumatori”, ha spiegato un funzionario del Ministero.
Rete elettrica sotto pressione: nuove regole per i nuovi impianti
Un altro punto caldo riguarda la cosiddetta saturazione della rete. Il decreto introduce regole più rigide per gestire l’ondata di richieste di connessione di nuovi impianti, soprattutto nel settore delle rinnovabili. In alcune zone del Paese, infatti, la rete elettrica non regge altre domande senza rischiare sovraccarichi o interruzioni. “Serve trovare un equilibrio tra lo sviluppo delle energie pulite e la sicurezza del sistema”, spiegano i tecnici del Mase. Solo così si potrà davvero spingere sulla transizione energetica.
Bollette e politica: la posizione del governo
L’urgenza di intervenire sulle bollette energetiche è stata sottolineata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di fine anno. Qualche giornale ha parlato di una sua irritazione verso il Ministero per i ritardi nel decreto. Ma il Mase ha smentito, assicurando che il lavoro procede regolarmente. “Non ci sono tensioni particolari – ha detto una fonte ministeriale – c’è solo la volontà di arrivare a un testo solido e condiviso”.
I prossimi passi: verso il Consiglio dei ministri
Nei prossimi giorni sono previsti altri incontri tecnici per chiudere gli ultimi dettagli, soprattutto sugli aiuti alle imprese. L’obiettivo rimane quello di portare il Decreto Energia in Consiglio dei ministri entro gennaio, per farlo entrare in vigore già nei primi mesi dell’anno. Nel frattempo, famiglie e imprese aspettano segnali concreti su un tema che pesa sulla vita di tutti i giorni e sulla competitività dell’Italia.
