Ravenna, 13 gennaio 2026 – Questa mattina la provincia di Ravenna è stata scossa da due terremoti ravvicinati, che hanno fatto tremare la terra e seminato preoccupazione tra gli abitanti. Il primo sisma è arrivato poco dopo le 9:27, con una magnitudo di 4.3 a circa sette chilometri da Russi, a una profondità di 23 chilometri. Solo due minuti dopo, una seconda scossa, di magnitudo 4.1, ha colpito vicino a Faenza, sempre nel Ravennate. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha fatto sapere che entrambe le scosse sono state avvertite distintamente anche nelle zone limitrofe, soprattutto nella provincia di Forlì-Cesena.
Terremoto, paura e treni fermi
La gente non ha perso tempo a scendere in strada: tanti sono usciti di casa in pigiama, altri con il cellulare in mano, a cercare notizie o a rassicurare amici e parenti. A Russi, in piazza Farini, poco dopo le 9:30, piccoli gruppi si sono radunati davanti ai bar chiusi, scambiandosi impressioni e racconti. “Ho sentito il letto muoversi e il lampadario oscillare per qualche secondo”, ha raccontato una donna ancora scossa.
La circolazione dei treni è stata bloccata per sicurezza su tutte le linee principali della provincia. Rete Ferroviaria Italiana ha spiegato che i convogli sono rimasti fermi per permettere i controlli su binari e infrastrutture. Solo verso le 11, dopo le verifiche, alcune tratte sono state riaperte, anche se con ritardi e cancellazioni.
Vigili del Fuoco al lavoro, nessun danno grave
Fortunatamente non si registrano feriti né danni seri a edifici. I Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena e Ravenna hanno ricevuto decine di chiamate da cittadini spaventati, per lo più richieste di informazioni o segnalazioni di piccoli oggetti caduti. “Stiamo facendo controlli nelle scuole e negli edifici pubblici”, ha spiegato un responsabile dei pompieri di Ravenna. In alcune scuole, come la “Don Minzoni” di Faenza, i bambini sono stati fatti uscire con calma nei cortili, mentre gli insegnanti cercavano di tranquillizzarli.
Protezione Civile subito in campo
La Protezione Civile si è attivata immediatamente. Il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha scritto sui social che “a Bologna è operativa la Centrale regionale presso l’Agenzia di sicurezza territoriale e protezione civile, guidata dal direttore Massimo Camprini”. Sul territorio sono già al lavoro gli operatori specializzati, insieme a tecnici comunali e volontari.
“Anche i Comuni hanno messo in moto le procedure previste – ha aggiunto de Pascale – facendo uscire gli studenti dalle scuole e aprendo i Centri operativi comunali nelle zone colpite”. Le ispezioni sugli edifici pubblici e privati continueranno per tutta la giornata, mentre le squadre raccolgono le segnalazioni arrivate nelle ultime ore.
Situazione sotto controllo, ma attenzione alta
L’Ingv ha spiegato che questa sequenza di scosse rientra nella normale attività dell’Appennino settentrionale, già abituato a episodi simili negli ultimi anni. Tuttavia, la doppia scossa così ravvicinata ha riportato alla memoria eventi passati e ha fatto crescere la preoccupazione fra la popolazione. “Abbiamo avuto paura, ma per fortuna non è successo nulla di grave”, ha detto un commerciante nel centro di Faenza.
La situazione resta monitorata. Le autorità invitano tutti a mantenere la calma e a seguire solo le informazioni ufficiali. Intanto, i tecnici dell’Ingv continuano a tenere d’occhio la zona, pronti a intervenire in caso di nuove scosse. Per ora, la Romagna tira un sospiro di sollievo, ma resta in allerta.
