Gioia Tauro, 13 gennaio 2026 – Il porto di Gioia Tauro ha chiuso il 2025 con un risultato che segna una vera svolta: 4,5 milioni di teu movimentati, un balzo del 14% rispetto all’anno prima. Così si conferma al vertice tra gli scali italiani e si impone come uno dei principali hub del Mediterraneo. A diffondere i dati è stata l’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, che ha certificato come per la prima volta lo scalo calabrese abbia superato la soglia dei quattro milioni di container.
Gioia Tauro vola: crescita da record nel Mediterraneo
Il 2025 ha segnato una tappa importante per Gioia Tauro, collegato oggi a 120 porti in tutto il mondo, di cui 60 solo nel Mediterraneo. Una rete che conferma il suo ruolo chiave per i grandi armatori, soprattutto MSC e Grimaldi, che continuano a puntare su questo porto come snodo centrale delle loro rotte. “Il 2025 dimostra quanto Gioia Tauro sia centrale nei traffici marittimi internazionali”, ha detto il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Piacenza, sottolineando che questa crescita nasce da un lavoro di programmazione infrastrutturale intenso e condiviso.
Investimenti pesanti e collaborazione pubblico-privato
Dietro ai numeri c’è una strategia ben precisa. L’Autorità portuale, guidata da Piacenza, ha messo in campo una politica di sviluppo focalizzata sulla modernizzazione delle infrastrutture. Tra gli interventi più importanti, spiccano l’elettrificazione delle banchine – con un investimento di 70 milioni di euro – e il progetto di dragaggio dei fondali, da 5 milioni, che garantirà una profondità costante di 18 metri. Questo permetterà anche alle navi più moderne di entrare senza problemi. “Abbiamo investito molto senza fermare mai le attività”, ha spiegato Piacenza. Un lavoro portato avanti in stretto accordo con terminalisti e operatori privati che lavorano in porto.
Più lavoro e sviluppo per il territorio
L’aumento dei traffici si è fatto sentire anche sull’economia locale. Secondo l’Autorità portuale, la crescita ha stimolato la richiesta di lavoro specializzato, aprendo nuove opportunità per tecnici, operatori logistici e personale amministrativo. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto Piacenza – è doppio: rafforzare la vocazione del porto nel transhipment e creare nuovi posti di lavoro qualificati”. Un percorso che punta a rafforzare il legame tra porto e territorio, portando benefici anche alle imprese dell’indotto.
Sfide ambientali e futuro sostenibile
Nonostante i successi, le sfide non mancano. La concorrenza con altri porti del Mediterraneo è forte, e c’è la necessità di rispettare gli standard ambientali internazionali. L’elettrificazione delle banchine, spiegano fonti tecniche, permetterà alle navi ferme di spegnere i motori ausiliari, riducendo così le emissioni e migliorando la qualità dell’aria nell’area portuale. Un passo avanti importante verso una gestione più verde e sostenibile, in linea con le direttive europee.
Uno sguardo oltre i confini
Essere tra i porti leader del Mediterraneo apre nuove strade anche a livello internazionale. Gli armatori seguono con attenzione gli sviluppi infrastrutturali e la capacità dello scalo di rispondere alle esigenze del mercato globale. “Solo così – ha confidato un operatore – si potrà davvero parlare di leadership stabile”. Intanto, il porto di Gioia Tauro continua a crescere, sostenuto da investimenti pubblici e privati e da una visione chiara che punta a consolidare il suo ruolo nel traffico containerizzato mondiale.
In attesa dei dati definitivi dei primi mesi del 2026, gli operatori restano cauti ma ottimisti: “Il trend è positivo – ha ammesso un responsabile logistico – ma serve continuità negli investimenti”. Per ora, però, il porto calabrese può celebrare un anno da record, con lo sguardo già rivolto alle sfide che verranno.
