Jacques Moretti: il titolare della strage di Crans-Montana resta in carcere, ma la libertà su cauzione è vicina

Jacques Moretti: il titolare della strage di Crans-Montana resta in carcere, ma la libertà su cauzione è vicina

Jacques Moretti: il titolare della strage di Crans-Montana resta in carcere, ma la libertà su cauzione è vicina

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Crans-Montana, 13 gennaio 2026 – Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation dove la notte di Capodanno si è consumata la tragedia con 40 morti, resta in carcere. Lo ha deciso oggi il tribunale del Canton Vallese, che ha confermato l’arresto. Non esclude però una possibile scarcerazione a breve, a patto che venga versata una cauzione e rispettate alcune condizioni severe. Per ora, però, i giudici ritengono che la detenzione sia ancora “necessaria”, sottolineando la gravità dei fatti e la necessità di fare luce su ogni dettaglio.

Moretti in carcere, ma il rilascio non è escluso

L’arresto di Moretti risale a venerdì scorso, quando la polizia cantonale ha parlato di un “rischio concreto di fuga”. Il 56enne è stato fermato all’alba nella sua casa appena fuori Crans-Montana, dopo alcune testimonianze che lo accusano di non aver garantito la sicurezza nel locale. “La decisione del tribunale è giusta e coerente”, ha detto il suo avvocato Patrick Michod a Bfmtv, lasciando intendere che il suo assistito potrebbe uscire “già nei prossimi giorni”, se verranno accettate le condizioni imposte.

Fonti vicine all’inchiesta parlano di una cauzione che potrebbe essere “molto alta”, vista la portata della tragedia e il numero delle vittime. Solo a quel punto, e se ci saranno garanzie solide contro il rischio di fuga, il tribunale potrà valutare di revocare la misura cautelare. Nel frattempo, gli investigatori continuano a ricostruire la notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio: poco dopo le 2, un incendio ha invaso il locale, bloccando le uscite e causando decine di morti.

Indagini serrate sulla strage e sulle responsabilità

Gli inquirenti lavorano su più fronti: da un lato, analizzano i filmati delle telecamere e raccolgono le testimonianze dei superstiti. Dall’altro, stanno facendo rilievi tecnici sulle strutture del locale. Le prime ipotesi indicano che l’incendio sia scoppiato vicino alla pista da ballo, forse per un cortocircuito o un guasto agli impianti elettrici. Restano da chiarire due punti cruciali: se le uscite di sicurezza fossero davvero accessibili e se il numero di persone dentro il locale rispettasse i limiti consentiti.

“Stiamo controllando ogni dettaglio”, ha detto un portavoce della polizia cantonale. “La priorità è capire eventuali responsabilità penali e amministrative”. Nelle ultime ore sono stati ascoltati alcuni dipendenti del locale e tecnici comunali che avevano fatto sopralluoghi nei mesi scorsi. Gli investigatori puntano soprattutto a verificare le autorizzazioni concesse e i controlli fatti prima della tragedia.

Il comune si ritira dalla causa penale

Sul fronte istituzionale, mentre si discuteva della posizione di Moretti, il comune di Crans-Montana ha deciso di ritirare la richiesta di partecipare come parte civile nel procedimento penale. La decisione è arrivata dopo la comunicazione ufficiale della procuratrice del Canton Vallese: secondo la magistratura, il comune agiva “in veste di autorità incaricata di tutelare interessi pubblici” e non come parte direttamente danneggiata.

L’avvocato del municipio ha quindi scritto alla procura per formalizzare il ritiro: “Per rispetto delle vittime, e a prescindere da ogni questione legale, il comune si ritira”. Una scelta che, almeno per ora, impedisce all’amministrazione di chiedere risarcimenti agli imputati. Il sindaco, contattato nel primo pomeriggio, ha preferito non aggiungere altro: “Ora pensiamo solo alle famiglie colpite”.

Una comunità sotto choc, si aspetta la verità

A Crans-Montana il clima è ancora carico di tensione. Davanti al municipio, alcune famiglie delle vittime hanno lasciato fiori e biglietti. “Vogliamo solo giustizia”, ha detto una donna, madre di una delle ragazze morte quella notte. Nei prossimi giorni sono previste nuove audizioni e la consegna di una prima relazione tecnica.

Il caso Moretti resta sotto i riflettori. L’idea che il titolare del locale possa uscire di prigione a breve divide la comunità. Gli inquirenti ribadiscono che “nessuna pista è esclusa” e che l’indagine andrà avanti senza sconti. La memoria di quella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio è ancora viva a Crans-Montana. Solo le indagini potranno dire fino in fondo chi ha responsabilità in quella che è una delle tragedie più drammatiche degli ultimi anni in Svizzera.