Kiev sotto attacco: 300 droni e oltre 20 missili russi devastano la notte

Kiev sotto attacco: 300 droni e oltre 20 missili russi devastano la notte

Kiev sotto attacco: 300 droni e oltre 20 missili russi devastano la notte

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Kiev, 13 gennaio 2026 – Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, le forze armate russe hanno lanciato quasi 300 droni e decine di missili contro diverse città dell’Ucraina, in quello che Kiev ha definito uno degli attacchi più pesanti degli ultimi mesi. Lo Stato Maggiore ucraino ha fatto sapere che la maggior parte dei droni è stata abbattuta dai sistemi di difesa aerea, ma alcuni danni a infrastrutture civili e militari si sono comunque registrati.

Notte di fuoco: attacco massiccio sui cieli ucraini

L’allarme è scattato poco dopo le 23 di ieri sera, quando in diverse regioni – da Kiev a Dnipro, passando per Kharkiv e Odessa – sono risuonate le sirene. “Nella notte del 13 gennaio, il nemico ha colpito con 18 missili balistici Iskander-M e missili antiaerei guidati S-300, oltre a sette missili Iskander-K”, si legge nel comunicato del comando militare ucraino. I russi hanno usato 293 droni, tra cui modelli Shahed e Geran, oltre ad altri tipi non meglio specificati.

Un ufficiale della difesa aerea, contattato da alanews.it all’alba, ha spiegato: “Abbiamo lavorato tutta la notte. I radar hanno intercettato i droni in arrivo da nord e est. La maggior parte è stata fermata prima di raggiungere le città”. Nonostante questo, sono state segnalate esplosioni vicino a impianti energetici e depositi logistici.

Difesa aerea sotto pressione, ma resiste

Secondo fonti militari ucraine, la difesa aerea ha abbattuto “la maggior parte dei droni”, anche se il numero preciso non è ancora stato reso noto. Le autorità locali hanno confermato danni ad alcuni edifici residenziali nella periferia di Dnipro e interruzioni temporanee di corrente in alcune zone di Kharkiv. “Abbiamo sentito almeno cinque esplosioni tra le tre e le quattro del mattino”, racconta un residente del quartiere Saltivka. “Le finestre tremavano, poi per un’ora è mancata la luce”.

Il portavoce dell’Aeronautica ucraina, Yuriy Ihnat, ha detto ai media locali che l’attacco è stato “coordinato su più fronti” con l’obiettivo di mettere sotto pressione le difese aeree. “I russi provano a saturare i nostri sistemi con ondate di droni e missili”, ha spiegato Ihnat. “È una tattica per scovare i punti deboli nella nostra difesa”.

Obiettivi precisi e reazioni dall’estero

Le prime ricostruzioni indicano che l’attacco ha preso di mira soprattutto infrastrutture energetiche e depositi militari. Nella regione di Odessa, è scoppiato un incendio in una centrale elettrica già colpita nei mesi scorsi. Le squadre di emergenza sono arrivate poco dopo le 5 del mattino per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza la zona.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio sui social alle 7:30, ha ringraziato “tutti quelli che hanno vegliato sulla sicurezza del Paese durante la notte” e ha chiesto agli alleati occidentali “un ulteriore aumento delle forniture di sistemi antiaerei”. Da Washington è arrivata una prima reazione: il portavoce del Dipartimento di Stato ha definito l’attacco “un’escalation preoccupante” e ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina.

Bilancio provvisorio e vita sotto assedio

Per ora non si registrano vittime civili, ma il bilancio resta ancora provvisorio. Le autorità ucraine stanno valutando i danni e tengono d’occhio le zone più colpite. A Kiev, in alcune aree, i mezzi pubblici sono stati fermi per ore e le scuole hanno riaperto solo a metà mattina.

Nel quartiere Podil della capitale, molti residenti si sono rifugiati nei bunker già dalle prime ore della notte. “Ormai abbiamo imparato a riconoscere il rumore dei droni”, confida Olena, una donna del posto. “Si sente un ronzio basso, poi cala il silenzio. Solo allora capisci che devi scendere subito”.

La tensione resta alta lungo tutta la linea del fronte orientale, dove – secondo fonti ucraine – i movimenti di truppe russe non si sono fermati nelle ultime settimane. Il governo di Kiev continua a invitare la popolazione a non abbassare la guardia e a seguire le indicazioni in caso di nuovi allarmi.

Questa notte segna un nuovo capitolo in una guerra che dura ormai da quasi due anni. Eppure, tra le macerie e la paura, la vita nelle città colpite cerca ogni giorno di trovare un equilibrio fragile ma tenace.