La pillola che comunica: il nuovo dispositivo del Mit che segnala l’ingestione dallo stomaco

La pillola che comunica: il nuovo dispositivo del Mit che segnala l'ingestione dallo stomaco

La pillola che comunica: il nuovo dispositivo del Mit che segnala l'ingestione dallo stomaco

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Milano, 13 gennaio 2026 – Una pillola intelligente che non si limita a contenere il farmaco, ma integra anche una piccola antenna radio biodegradabile. È questa la novità messa a punto dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), presentata oggi su Nature Communications. Il dispositivo è stato pensato per tenere sotto controllo l’assunzione dei medicinali soprattutto nei pazienti più fragili, come chi ha subito un trapianto d’organo o chi convive con disturbi neuropsichiatrici. Un passo che potrebbe rivoluzionare il modo in cui medici e pazienti affrontano la terapia di tutti i giorni.

Una nuova arma per la sicurezza delle terapie

Al centro di tutto c’è la capsula a radiofrequenza, ideata dal team guidato da Giovanni Traverso. Dopo essere stata inghiottita, la pillola arriva nello stomaco e il suo involucro si dissolve in pochi minuti. È proprio a questo punto che entra in funzione l’antenna interna – piccolissima e fatta con materiali biodegradabili – che manda un segnale radio captato da un dispositivo indossabile esterno. “I componenti si degradano nel giro di pochi giorni”, ha spiegato Mehmet Girayhan Say, primo autore dello studio insieme a Sean You. L’obiettivo è chiaro: “Evitare accumuli nell’organismo e fornire una conferma certa che la pillola è stata presa”.

Il segnale viene inviato entro dieci minuti dall’assunzione, dando così una prova concreta che il paziente ha preso il farmaco. Terminato il suo compito, l’antenna si dissolve completamente, lasciando solo un minuscolo chip che viene espulso naturalmente.

Il grande problema della mancata assunzione dei farmaci

Secondo i dati del MIT, la mancata assunzione dei farmaci è ogni anno una delle cause principali di complicazioni in campo sanitario: si tratta di centinaia di migliaia di morti evitabili e di costi per miliardi di dollari per i sistemi sanitari. “Molti pazienti dimenticano o scelgono di non seguire la terapia prescritta”, ha sottolineato Traverso. Un problema soprattutto per chi deve seguire cure lunghe o complesse.

Negli ultimi anni lo stesso gruppo aveva già lavorato su capsule capaci di rilasciare i farmaci in modo controllato per giorni o settimane. Ma quella soluzione non si adatta a tutti i medicinali. Così, hanno deciso di puntare su un sistema che controlla in tempo reale se la dose prescritta è stata effettivamente assunta.

Pronti per i primi test sull’uomo

Finora, la pillola con antenna biodegradabile è stata provata su animali, con risultati considerati “sicuri ed efficaci”. Ora i ricercatori puntano ad avviare i primi studi clinici sull’uomo nei prossimi mesi. “La radiofrequenza usata è sicura per il corpo e facile da rilevare”, ha spiegato Sean You. Il sistema potrebbe funzionare insieme ad app dedicate o ai dispositivi indossabili già in commercio, semplificando il lavoro dei medici e la vita dei pazienti.

Sul fronte privacy, è stato chiarito che i dati trasmessi dalla pillola riguardano solo l’avvenuta assunzione. Nessuna informazione sensibile sul paziente o sul tipo di farmaco viene registrata.

Cosa ci aspetta e quali sfide restano

Se supererà i test clinici, la tecnologia potrebbe essere usata non solo in situazioni critiche – come per i trapiantati o chi soffre di malattie croniche – ma anche per gestire le terapie a casa di anziani o persone con difficoltà cognitive. Rimangono però da capire i costi di produzione su larga scala e quanto i pazienti saranno disposti ad accettare dispositivi elettronici ingeribili.

Le prime stime dicono che la pillola intelligente potrebbe arrivare sul mercato entro pochi anni, ma serviranno ancora verifiche sulla sicurezza a lungo termine e sull’impatto ambientale dei materiali usati. “Siamo solo all’inizio”, ha ammesso Traverso. Ma la strada è tracciata: un futuro in cui la tecnologia impedirà di dimenticare una terapia che può salvare la vita.