Mercosur: nuova energia per i mercati finanziari della regione

Mercosur: nuova energia per i mercati finanziari della regione

Mercosur: nuova energia per i mercati finanziari della regione

Giada Liguori

Gennaio 13, 2026

Buenos Aires, 13 gennaio 2026 – L’accordo Ue-Mercosur, atteso da mesi, potrebbe cambiare le carte in tavola per l’America Latina. A dirlo è Ailin do Pazo Glave, amministratrice delegata della società argentina Aurea Gestion. Secondo lei, la possibile firma dell’intesa è un vero “catalizzatore strutturale” per la regione, anche se – ha spiegato – “il mercato ancora non ne ha messo a prezzo tutti gli effetti”. Il rapporto pubblicato oggi arriva in un momento di grande attenzione: gli investitori tengono gli occhi puntati sia sulle trattative tra Bruxelles e i Paesi sudamericani, sia sulle tensioni politiche negli Stati Uniti.

Ue-Mercosur: l’intesa che può cambiare il gioco

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur – il blocco formato da Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay – è in ballo da anni. Solo nelle ultime settimane, però, sembra davvero vicino a una firma. “Se verrà approvato”, scrive do Pazo Glave nel rapporto di oggi, “potrebbe dare nuova spinta alla crescita e attirare capitali freschi”. Ma, secondo Aurea Gestion, i mercati finanziari non hanno ancora fatto i conti con questo scenario.

Nel documento si sottolinea come l’America Latina stia tornando a essere un punto caldo per gli investitori internazionali. Il motivo? Da una parte la ricerca di rendimenti più alti rispetto ai mercati già maturi, dall’altra la forza delle esportazioni di materie prime. “Stiamo vedendo un movimento di capitali dalle economie sviluppate verso i mercati emergenti”, spiega l’economista argentina.

Brasile e Cile: materie prime e valute sotto la lente

Secondo Aurea Gestion, la domanda mondiale di materie prime – soprattutto rame e prodotti agricoli – resta il motore principale per le economie di Cile e Brasile. Il Cile continua a beneficiare della forte richiesta di rame dall’industria tecnologica e dalle energie rinnovabili, mentre il Brasile si conferma uno dei maggiori esportatori mondiali di soia, carne e zucchero.

“La debolezza del dollaro dà una spinta alle commodities e, di riflesso, alle valute locali”, si legge nel rapporto. In pratica, quando il dollaro perde terreno, le materie prime quotate in dollari diventano più convenienti per chi le compra all’estero. Questo sostiene i prezzi e rafforza le monete della regione.

Oro e beni rifugio: la fuga degli investitori

Non è solo l’America Latina a muovere i riflettori. Il rapporto dedica spazio anche al comportamento degli investitori globali negli ultimi mesi. A pesare sulle scelte è stato lo scontro istituzionale negli Stati Uniti tra l’amministrazione Trump e la Federal Reserve. Una situazione che ha spinto molti a cercare rifugio nell’oro, tradizionale bene rifugio in tempi di incertezza.

“L’oro rimane al centro delle strategie difensive”, osserva do Pazo Glave. Secondo l’analisi, la domanda del metallo prezioso è aumentata soprattutto quando le tensioni politiche o le aspettative sui tassi d’interesse hanno fatto salire la volatilità dei mercati azionari.

Capitali in movimento: l’America Latina in primo piano

La combinazione tra il flusso di capitali verso i mercati emergenti e la tenuta delle commodities sta premiando soprattutto Brasile e Cile. “Questi Paesi attirano investimenti grazie alle loro prospettive di crescita e al ruolo di esportatori”, spiega do Pazo Glave. Secondo i dati di Aurea Gestion, negli ultimi sei mesi sono aumentati gli investimenti diretti esteri nei settori agricolo ed estrattivo.

Resta da capire se la firma dell’accordo Ue-Mercosur riuscirà a consolidare questa tendenza. Gli analisti invitano a non abbassare la guardia: “Il mercato non ha ancora scontato del tutto gli effetti dell’intesa”, si legge nel rapporto. Solo dopo la ratifica – prevista entro la primavera – sarà possibile valutare davvero l’impatto sulle economie sudamericane.

Futuro incerto, ma con opportunità

In attesa della firma definitiva, l’atmosfera tra gli operatori resta prudente. Qualcuno teme che le resistenze interne all’Unione Europea possano rallentare tutto. Altri invece guardano con interesse alle nuove opportunità per le imprese locali.

“L’America Latina ha davanti a sé una finestra di opportunità”, conclude do Pazo Glave. Ma tutto dipenderà da quanto i governi sapranno sfruttare i vantaggi dell’accordo e affrontare le sfide che arriveranno. Per ora, il mercato resta in attesa. Aspetta segnali concreti.