Petrolio in ripresa: chiusura a New York a 59,36 dollari

Petrolio in ripresa: chiusura a New York a 59,36 dollari

Petrolio in ripresa: chiusura a New York a 59,36 dollari

Giada Liguori

Gennaio 13, 2026

New York, 13 gennaio 2026 – Il prezzo del petrolio ha chiuso ieri in leggero rialzo a 59,36 dollari al barile sulla piazza di New York, segnando un aumento dello 0,41%. Dietro questo movimento, gli operatori vedono un mix di tensioni geopolitiche e dinamiche di mercato, in un quadro ancora incerto sia sul fronte della domanda globale che su quello dell’offerta.

Petrolio in rialzo: cosa sta succedendo

La seduta sul mercato americano del greggio si è svolta con scambi tranquilli e poca volatilità. Gli esperti di Wall Street spiegano che il piccolo aumento è legato soprattutto a nuove tensioni emerse nelle ultime ore in Medio Oriente, con particolare attenzione alle forniture dal Golfo Persico. “Gli investitori sono cauti”, ha detto un trader della Borsa di New York subito dopo la chiusura, “perché anche il minimo segnale di instabilità geopolitica si riflette subito sui prezzi”.

I dati del New York Mercantile Exchange (Nymex) mostrano che il contratto future sul West Texas Intermediate (WTI) con scadenza a febbraio ha chiuso a 59,36 dollari, sopra i 59,12 dollari della seduta precedente. Pur modesto, questo rialzo conferma la tendenza delle ultime settimane: il petrolio resta sopra i 59 dollari dopo oscillazioni tra 57 e 60.

Domanda globale e scorte americane: cosa dicono i numeri

Un altro fattore che incide sul prezzo è la domanda globale di petrolio. Nei giorni scorsi, l’Energy Information Administration (EIA) ha pubblicato i dati sulle scorte statunitensi, mostrando un calo di circa 2 milioni di barili. Un dato che ha sorpreso chi si aspettava segnali contrastanti tra produzione interna e consumi.

“Il calo delle scorte ha dato una spinta al prezzo”, spiega un analista di Goldman Sachs. “Anche se la domanda mondiale resta incerta, soprattutto per la situazione economica in Cina e Europa, negli Stati Uniti il mercato è abbastanza vivace”. A Manhattan, nelle sale operative, si seguono con attenzione i movimenti delle compagnie texane e le mosse dell’OPEC+, il cartello dei principali produttori.

Geopolitica e futuro del prezzo: cosa aspettarsi

Oltre ai numeri, pesa il clima internazionale. Negli ultimi giorni, le tensioni tra Iran e Arabia Saudita hanno riacceso i timori su possibili interruzioni nelle forniture. “Basta una notizia a sorpresa per far muovere i prezzi anche di qualche punto percentuale”, ammette un operatore della City di Londra raggiunto al telefono.

Gli esperti indicano che la soglia di 60 dollari potrebbe diventare un livello chiave nelle prossime settimane. “Se spuntano nuovi rischi geopolitici o dati economici negativi”, aggiunge l’analista di Goldman Sachs, “potremmo vedere nuove oscillazioni”.

Effetti in Europa: il prezzo alla pompa e le industrie italiane

L’aumento del prezzo del petrolio si fa sentire anche in Europa. In Italia, secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornato alle 18 di ieri, il prezzo medio della benzina alla pompa è arrivato a 1,82 euro al litro. Le associazioni dei consumatori sono preoccupate: “Ogni variazione del greggio si riflette quasi subito sui distributori”, spiega Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori.

Le imprese italiane che consumano molta energia – dalla chimica ai trasporti – seguono con attenzione l’andamento del prezzo. “Un barile sopra i 59 dollari significa costi più alti per tutta la filiera”, sottolinea un dirigente di Confindustria Energia. Per ora, però, non si registrano effetti significativi su elettricità e gas.

Mercato in bilico: tra prudenza e attesa

In sintesi, la giornata di ieri a New York ha confermato una fase di relativa calma per il mercato del petrolio, ma gli operatori restano cauti. “La situazione è ancora fragile”, dice un broker di Fifth Avenue poco prima della chiusura. Solo nei prossimi giorni si capirà se questo rialzo è l’inizio di una nuova tendenza o solo un momento passeggero in un mercato ancora incerto.