Bruxelles, 13 gennaio 2026 – La sicurezza dell’Artico torna sotto i riflettori. Questa mattina, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha rilanciato l’appello a un’azione comune tra i Paesi membri per difendere quella regione. Il motivo? Il forum Global Europe, organizzato dal gruppo Renew all’Europarlamento. “Abbiamo parlato a fondo durante l’estate, ora è tempo di passi concreti. Nella Nato siamo tutti sulla stessa linea: per l’Artico serve una collaborazione vera”, ha detto Rutte davanti a parlamentari e diplomatici.
Nato compatta per l’Artico: un fronte unico
Il segretario generale ha anticipato che nelle settimane a venire si aprirà un nuovo round di confronti tra gli alleati. “Mi aspetto che si discutano i prossimi passi per la sicurezza dell’Artico”, ha spiegato, lasciando intendere che il tema sarà centrale nell’agenda atlantica. Tra le ipotesi sul tavolo c’è la missione ‘Arctic Sentry’, di cui si parla da tempo nei corridoi delle cancellerie europee e nordamericane. “L’obiettivo è chiaro: garantire la sicurezza dell’Artico e far lavorare insieme sette Paesi, inclusi gli Stati Uniti”, ha ricordato Rutte, facendo riferimento alla recente riunione del Consiglio Nord Atlantico tra ambasciatori.
In quell’incontro, ha detto, si è deciso di “rafforzare l’impegno collettivo” sulla regione artica. Una scelta spinta dalle crescenti preoccupazioni per i cambiamenti climatici, le nuove rotte commerciali e le attività militari di attori esterni, in particolare Russia e Cina. “Per i prossimi passi siamo tutti d’accordo: vanno fatti e ci stiamo muovendo con determinazione proprio in questo momento”, ha aggiunto l’ex premier olandese.
Danimarca e Groenlandia sotto i riflettori
Un punto chiave del discorso di Rutte è stato il ruolo della Danimarca, che ha accelerato gli investimenti militari nell’Artico. “La Danimarca punta su nuove capacità navali, sistemi a lungo raggio, compra altri F-35, investe nel rifornimento in volo e in tutto ciò che serve non solo a proteggere sé stessa, ma tutta l’Alleanza”, ha spiegato il segretario generale. Particolare attenzione è stata riservata alla Groenlandia, considerata una priorità per la sicurezza dell’intera area.
Secondo fonti diplomatiche presenti al forum, la mossa danese manda un messaggio chiaro: la Nato non sarà solo di facciata nell’Artico. I nuovi mezzi – dai pattugliatori navali agli aerei da combattimento – dovrebbero alzare il livello di sicurezza soprattutto in punti sensibili come lo stretto di Davis e le coste della Groenlandia.
Unità di intenti e apertura a nuovi contributi
Rutte ha voluto chiarire subito: “Non c’è nessuna frattura sulla sicurezza dell’Artico dentro l’Alleanza”. La questione non riguarda solo i sette Paesi che si affacciano direttamente sulla regione – Stati Uniti, Canada, Danimarca, Norvegia, Islanda, Svezia e Finlandia – ma anche altri membri “molto coinvolti”. Il segretario ha citato il Regno Unito e la Germania, entrambi pronti a rafforzare la loro presenza e il loro impegno per tenere l’Artico al sicuro.
Il confronto sull’Artico arriva in un momento di tensioni crescenti a livello globale. Le rotte marittime della zona stanno diventando sempre più importanti per il commercio mondiale, mentre lo scioglimento dei ghiacci apre nuove opportunità, ma anche rischi militari. In questo scenario, la Nato punta a farsi vedere come un blocco unito e deciso.
Cosa ci aspetta nei prossimi mesi
Secondo Rutte, nelle prossime settimane partiranno nuove consultazioni tra i membri per definire come mettere in campo la missione ‘Arctic Sentry’ e rafforzare la collaborazione sul terreno. I dettagli su tempi e forze coinvolte non sono ancora chiari, ma l’obiettivo è uno solo: garantire “la massima sicurezza possibile” nell’Artico.
A Bruxelles si respira un clima di prudente determinazione. “Stiamo lavorando con grande impegno”, ha ribadito Rutte prima di lasciare il forum. La partita sull’Artico è appena cominciata, ma l’Alleanza sembra pronta a giocarsela senza esitazioni.
