Salvini presenta il dl sui commissari: risposte alle richieste della Corte dei Conti per il Ponte

Salvini presenta il dl sui commissari: risposte alle richieste della Corte dei Conti per il Ponte

Salvini presenta il dl sui commissari: risposte alle richieste della Corte dei Conti per il Ponte

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Roma, 13 gennaio 2026 – Il decreto legge sui commissari per le strade, che doveva essere esaminato ieri in Consiglio dei ministri, è stato rimandato per volere diretto del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. A chiarirlo è stato lo stesso Salvini questa mattina, durante un convegno della Lega sul turismo, al Senato. “Non c’è nessun problema, è tutto risolto, nessuna tensione”, ha rassicurato il ministro rispondendo ai giornalisti sulle voci circolate nelle ultime ore.

Salvini: “Nessuna tensione, serve solo qualche chiarimento”

Il rinvio del decreto, che avrebbe dovuto nominare i nuovi commissari straordinari per le principali strade italiane, ha subito acceso speculazioni su possibili tensioni dentro il governo. Ma Salvini ha smentito con fermezza: “Sì, il rinvio è stata una mia decisione”, ha detto. “Dobbiamo fare qualche approfondimento su temi legati al Ponte e ai balneari”. Il ministro ha anche attaccato alcune ricostruzioni giornalistiche, definendole “così strane che neanche io riuscirei a immaginare certe sciocchezze che ho letto”.

Le questioni aperte: Ponte e balneari

Entrando nel dettaglio, Salvini ha spiegato quali sono i punti ancora da definire. Da una parte, si lavora sulle norme per “superare l’articolo 49 del codice della navigazione”, che riguarda le concessioni demaniali marittime. L’obiettivo è garantire ai concessionari balneari uscenti un indennizzo per gli investimenti fatti nel tempo. Un tema delicato, soprattutto nelle regioni costiere dove la scadenza delle concessioni e le direttive europee hanno lasciato molti operatori in sospeso.

Dall’altra, il ministro ha parlato delle “ottemperanze alle richieste della Corte dei Conti”, che devono diventare norma per poter andare avanti con il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Si tratta di una delle opere più discusse e controverse degli ultimi anni. “Non sono cose che si risolvono in un quarto d’ora”, ha detto Salvini, sottolineando la complessità della situazione.

Reazioni politiche e clima in maggioranza

Il rinvio non è passato inosservato tra gli alleati. Fonti parlamentari raccolte nel Transatlantico nel primo pomeriggio riferiscono che alcuni esponenti di Forza Italia hanno espresso “dubbi” sulla tempistica e sulla gestione del dossier balneari. Dal Movimento 5 Stelle, invece, sono arrivate critiche sulla trasparenza del processo. Ma al momento non ci sono state prese di posizione ufficiali.

In questo clima di attesa, i ministri mantengono un atteggiamento prudente. “Stiamo lavorando per trovare un’intesa condivisa”, ha raccontato un sottosegretario presente a Palazzo Chigi. “Ci sono ancora dettagli tecnici da sistemare, ma l’accordo politico non è in discussione”.

Il calendario: quando torna il decreto

Secondo fonti vicine al ministero delle Infrastrutture, il decreto potrebbe tornare in Consiglio dei ministri già nella riunione tra mercoledì e giovedì. Restano però aperti i nodi sugli indennizzi ai balneari e sulle garanzie richieste dalla Corte dei Conti per il Ponte.

“Meglio prendersi qualche giorno in più e fare le cose con calma”, avrebbe detto Salvini ai suoi collaboratori stamattina. Una linea condivisa anche da alcuni tecnici del ministero dell’Economia, preoccupati per le possibili conseguenze finanziarie delle nuove norme.

Il quadro generale: infrastrutture sotto osservazione

Le infrastrutture restano un tema caldo nell’agenda del governo Meloni. Solo nelle ultime settimane sono stati annunciati investimenti per oltre 10 miliardi di euro in strade, ferrovie e porti. Ma la gestione dei commissari e delle grandi opere – dal Ponte sullo Stretto alle concessioni balneari – è ancora una prova difficile per la maggioranza.

“Serve equilibrio tra velocità e rispetto delle regole”, ha osservato un funzionario della Corte dei Conti intervistato da alanews.it. Intanto, nei corridoi del Senato questa mattina si respirava attesa: molti parlamentari vogliono prima vedere il testo definitivo prima di parlare.

Per ora, il messaggio di Salvini è chiaro: nessuna crisi in vista, solo la necessità di approfondire temi complessi prima di mettere mano a regole che toccano settori strategici come le infrastrutture e il turismo balneare.