Palermo, 13 gennaio 2026 – Una discoteca abusiva, senza alcun requisito di sicurezza, nascosta in un seminterrato nel cuore di Palermo, è stata chiusa e posta sotto sequestro dalla polizia municipale la sera del 10 gennaio. Dentro, decine di persone ballavano e bevevano alcolici in un ambiente senza uscite di emergenza, senza certificazioni antincendio né autorizzazioni. Il blitz è scattato pochi giorni dopo la tragedia di Capodanno in Svizzera, a Crans-Montana, un episodio che ha spinto gli agenti a muoversi con la massima attenzione.
Blitz in centro: scoperta la discoteca nascosta
Gli agenti sono entrati nel locale poco dopo le 23, in via Maqueda, una delle strade più frequentate del centro storico. L’accesso alla sala da ballo era tramite una scala interna, stretta e buia, priva di luci di emergenza. “Sembrava di scendere in uno scantinato qualunque”, ha raccontato uno dei vigili. Solo dentro si è capito il rischio: nessun cartello di uscita, nessuna finestra, nessun estintore visibile. Eppure la musica era alta, i bicchieri pieni e la pista affollata.
Fontane pirotecniche nel locale, pericolo altissimo
Durante il controllo, gli agenti hanno trovato circa cento fontane pirotecniche ammassate vicino al palco, pronte per essere usate. Un pericolo enorme, in un posto così chiuso e senza vie di fuga. “Bastava una scintilla per scatenare una tragedia”, ha avvertito il comandante della polizia municipale, Vincenzo Messina, che ha subito ricordato la strage in Svizzera. Tutti i presenti sono stati fatti uscire immediatamente in strada. Per fortuna nessuno si è fatto male, anche se – dicono alcuni testimoni – la tensione si sentiva nell’aria.
Mancano licenze, certificati e sicurezza
I controlli hanno portato alla luce una lunga lista di irregolarità. Il locale non aveva l’agibilità della commissione comunale di vigilanza né la licenza del questore per eventi e balli. Mancava del tutto la documentazione antincendio. Gli arredi – divanetti e rivestimenti del soffitto – non erano ignifughi come avrebbero dovuto. Gli addetti alla sicurezza all’ingresso erano senza autorizzazioni. “Non c’era nulla in regola”, ha ammesso un agente.
Inoltre, le dichiarazioni inviate al Comune con la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) erano false: i titolari avevano detto di rispettare le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche, ma i rilievi hanno dimostrato il contrario. L’ingresso era a pagamento, gestito da tre buttafuori senza alcun titolo.
Denunce e violazione dei sigilli
Dopo il sequestro, la situazione è peggiorata. Il custode giudiziario nominato dal tribunale è stato sorpreso a violare i sigilli messi dalla polizia: un gesto che gli è costato una nuova denuncia. I due titolari del locale sono stati denunciati per inosservanza delle norme sui locali pubblici, mancanza del certificato antincendio e assenza della licenza per spettacoli e balli. Il custode risponderà anche della violazione dei sigilli.
Controlli più severi dopo la tragedia in Svizzera
L’intervento arriva in un momento delicato per la sicurezza nei locali notturni. Solo pochi giorni fa, nella notte di Capodanno, un incendio nel club Le Constellation a Crans-Montana ha causato morti e feriti. “Non possiamo permettere che succeda di nuovo”, ha detto il comandante Messina. A Palermo, come in altre città italiane, i controlli su discoteche e locali senza autorizzazioni sono stati rafforzati.
Fonti della Questura annunciano nuove verifiche a tappeto nei quartieri della movida. L’obiettivo – spiegano dal Comune – è assicurarsi che ogni locale rispetti le regole di sicurezza e prevenzione incendi. “La tutela della sicurezza pubblica viene prima di tutto”, ha ribadito l’assessore alla Sicurezza, Fabio Giambrone.
Tra i residenti: sollievo ma anche preoccupazione
Nel quartiere si respira un mix di sollievo e ansia. “Non sapevamo nemmeno che ci fosse una discoteca qui sotto”, confida una residente di via Maqueda. Altri raccontano di rumori e movimenti strani da settimane. Per ora il locale resta sotto sequestro. Le indagini continuano per scoprire eventuali altre responsabilità e capire come sia stato possibile tenere aperto un posto del genere nel cuore della città.
