Taxi vs Uber: la battaglia degli autisti e l’algoritmo che infiamma l’Italia

Taxi vs Uber: la battaglia degli autisti e l'algoritmo che infiamma l'Italia

Taxi vs Uber: la battaglia degli autisti e l'algoritmo che infiamma l'Italia

Giada Liguori

Gennaio 13, 2026

Roma, 13 gennaio 2026 – Sciopero dei taxi in tutta Italia. Da stamattina, le strade delle principali città sono bloccate da un’adesione quasi totale. I tassisti, riuniti sotto una ventina di sigle sindacali, hanno incrociato le braccia dalle 8. Il motivo? Protestano contro la “concorrenza sleale” delle piattaforme digitali come Uber, e chiedono al governo regole chiare e i decreti attuativi che ancora mancano. La mobilitazione ha spinto il Ministero dei Trasporti a convocare un incontro urgente per domani pomeriggio.

Taxi fermi, città paralizzate: cosa chiedono i tassisti

La mattina è iniziata con lunghe file di auto bianche ferme davanti a stazioni e piazze. A Roma, centinaia di tassisti sono arrivati in corteo da Fiumicino, radunandosi sotto Montecitorio. Qui hanno intonato cori e sventolato bandiere tricolori con la scritta “taxi”. “La partecipazione è quasi totale”, hanno detto i sindacati. Non sono mancati momenti di tensione: alcuni manifestanti hanno acceso fumogeni e fatto scoppiare bombe carta, con il boato che si è sentito fino alla Camera. Le forze dell’ordine hanno presidiato l’area per evitare disordini.

Il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato: “Non ho voluto interferire, è giusto che ognuno si faccia sentire”. Ha poi confermato la convocazione dei sindacati per domani. I tassisti avvertono: senza “garanzie certe sulla fine dell’iter legislativo”, sono pronti a uno sciopero di 48 ore.

Milano, Firenze, Torino, Bari: le città in sciopero

A Milano le fermate taxi della stazione Centrale sono quasi deserte. Pochi clienti, soprattutto turisti, sono stati indirizzati su metro e tram. Un volantino distribuito ai cittadini spiega che la protesta è contro “multinazionali private che vogliono sostituire un servizio pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto”. I tassisti chiedono al governo di completare una legge contro l’abusivismo nel trasporto pubblico locale non di linea.

A Firenze, secondo Claudio Giudici, presidente nazionale Uritaxi e locale, “l’adesione è totale”. Solo i taxi che assistono fasce deboli, come anziani o persone dirette in ospedale, sono in servizio. Il ricavato andrà in beneficenza. Anche dal centralino 4242 confermano “un’adesione molto alta”.

A Torino gruppi di tassisti hanno sfilato in corteo da piazza Vittorio Veneto a piazza Castello. Solo chi garantisce i servizi essenziali ha lavorato. Roberto Sulpizi, presidente di Taxi Torino, ha detto: “Serve ordine e regole chiare contro l’abusivismo”. Roberto Rocco, amministratore delegato, ha denunciato: “Oggi l’algoritmo gonfia il prezzo e lo triplica. Dall’aeroporto in città Uber chiede 140 euro, contro i 40 della tariffa comunale”.

A Bari il presidio Usb si è spostato dalla Prefettura alla stazione centrale e all’aeroporto di Bari-Palese. L’assessore comunale allo Sviluppo economico, Pietro Petruzzelli, ha incontrato i manifestanti: “Siamo dalla parte dei tassisti, ma chiediamo che tutti rispettino le regole”.

Critiche e polemiche: la politica e i consumatori contro lo sciopero

Non sono mancate le critiche. Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, ha definito lo sciopero “fuori tempo”, sostenendo che “riformare serve a migliorare i servizi per cittadini e consumatori”. Anche le associazioni dei consumatori hanno bocciato la protesta: il Codacons parla di uno sciopero “contro i cittadini”. Massimiliano Dona, dell’Unione Nazionale Consumatori, propone un tavolo con tutte le parti per trovare un accordo.

Settimana di passione per i trasporti

Lo sciopero dei taxi arriva in una settimana già complicata per il trasporto locale. Oggi si fermano anche i dipendenti di Busitalia Sita Nord in Umbria; domani toccherà al trasporto merci Dinazzano Po e Captrain Italia; il 15 gennaio sarà la volta del gruppo Atm di Milano. Nei prossimi giorni sono attesi altri stop negli extraurbani in Molise, nelle autolinee di Palermo, Catania ed Enna, senza contare gli scioperi ferroviari e del trasporto aereo previsti a fine mese.

La vertenza dei tassisti resta quindi aperta. Domani, al Ministero dei Trasporti, si terrà il confronto decisivo. Da lì si capirà se la protesta continuerà o se si potrà aprire una strada per una riforma condivisa del settore.