Ravenna, 13 gennaio 2026 – Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.3 ha svegliato la Romagna questa mattina alle 9.27. L’epicentro è stato localizzato a circa 7 chilometri da Russi, nel cuore della provincia di Ravenna. Solo due minuti dopo, alle 9.29, un’altra scossa, leggermente più debole – di magnitudo 4.1 – ha colpito l’area tra Faenza e Russi, sempre nel Ravennate. La sala sismica dell’Ingv di Roma ha rilevato che il primo terremoto ha avuto origine a una profondità di 23 chilometri.
Terremoto in Romagna: paura e reazioni immediate
Le due scosse ravvicinate hanno sorpreso chi abita tra Forlì, Ravenna e Faenza. Molti hanno raccontato di aver sentito un boato seguito da un forte tremore, durato pochi secondi. “Ho visto i lampadari muoversi e sono corso fuori in strada”, ha detto un residente di Russi contattato subito dopo l’evento. In diversi comuni della provincia, le scuole hanno attivato le procedure di evacuazione previste nei piani di emergenza. Alcuni studenti sono rimasti in cortile per più di mezz’ora, in attesa che tecnici verificassero la sicurezza degli edifici.
Paura senza danni: i controlli sul territorio
Per ora, la Protezione Civile dell’Emilia-Romagna conferma che non ci sono stati danni né feriti. I vigili del fuoco, intervenuti da Ravenna e Forlì, hanno controllato scuole, uffici e abitazioni senza trovare problemi strutturali. “Abbiamo ricevuto molte chiamate per informazioni e qualche segnalazione di crepe vecchie che si sono allargate”, ha spiegato un responsabile dei pompieri. La situazione è tranquilla, ma la paura si è fatta sentire per tutta la mattinata.
L’Ingv spiega: una zona abituata a questo tipo di scosse
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ricorda che la zona è a moderata attività sismica e viene monitorata da tempo. “Terremoti di questa forza non sono rari sull’Appennino settentrionale”, ha detto il sismologo Marco De Santis dell’Ingv. Il fatto che l’ipocentro fosse a 23 chilometri di profondità ha ridotto gli effetti in superficie. Nonostante tutto, la doppia scossa ha creato preoccupazione anche nei comuni vicini, come Lugo e Cotignola.
Autorità e sindaci: “Tutti sotto controllo”
Il sindaco di Russi, Valentina Palli, ha chiesto alla gente di mantenere la calma: “Stiamo seguendo la situazione insieme alla Protezione Civile e alle altre autorità. Per ora non ci sono segnalazioni di danni”. Anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha voluto rassicurare: “I soccorsi sono già attivi e continueremo a monitorare la situazione”. Le scuole sono rimaste aperte, anche se in alcune classi le lezioni sono riprese solo dopo il via libera dei tecnici comunali.
Storia e consigli: cosa aspettarsi e come muoversi
Non è la prima volta che la provincia di Ravenna sente tremare la terra con questa intensità. Nel maggio 2012 una serie di scosse colpì l’Emilia centrale, causando danni soprattutto più a ovest, ma anche la Romagna fu sfiorata. Gli esperti invitano alla prudenza: “Se ci saranno nuove scosse – avverte De Santis – è fondamentale seguire le indicazioni ufficiali e non diffondere notizie non confermate”. L’Ingv continuerà a tenere d’occhio la zona nelle prossime ore per capire se ci saranno repliche.
Una mattina tra controlli, paure e ritorno alla normalità
Col passare delle ore, la vita nei paesi colpiti ha cominciato a tornare alla normalità. Nei bar del centro di Faenza si è parlato a lungo del terremoto: c’è chi ha detto di aver sentito vibrare il pavimento, chi invece ha preferito stare all’aperto per sicurezza. Le amministrazioni locali hanno usato i social per aggiornare i cittadini, invitandoli a segnalare eventuali problemi agli uffici tecnici.
Per ora, non sono arrivate altre scosse importanti. La gente resta all’erta, ma prova a riprendere la quotidianità. Nel frattempo, tecnici e soccorritori continuano a lavorare per garantire che scuole, uffici e case siano sicuri in tutta la zona colpita dal sisma.
