Tragedia all’ex Ilva di Taranto: operaio perde la vita durante un controllo, scatta lo sciopero di 24 ore

Tragedia all'ex Ilva di Taranto: operaio perde la vita durante un controllo, scatta lo sciopero di 24 ore

Tragedia all'ex Ilva di Taranto: operaio perde la vita durante un controllo, scatta lo sciopero di 24 ore

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Taranto, 13 gennaio 2026 – Tragedia lunedì mattina all’ex Ilva di Taranto: un operaio di 47 anni, Claudio Salamida, ha perso la vita cadendo dal quinto al quarto piano nell’acciaieria 2, mentre controllava alcune valvole. A causare la caduta, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato il cedimento improvviso di un pavimento grigliato. L’incidente ha gettato nello sgomento l’intero stabilimento, spingendo i sindacati metalmeccanici a proclamare uno sciopero di 24 ore.

Il dramma: cosa è successo in quei momenti

Erano da poco passate le 9 quando Salamida, operaio esperto e stimato tra i colleghi, stava facendo il suo controllo di routine sulle valvole, come previsto dal turno mattutino. Poi, improvvisamente, una parte del pavimento grigliato si è rotta sotto i suoi piedi. La caduta è stata fatale: dal quinto al quarto piano, senza scampo. I soccorsi sono arrivati in fretta, con un’ambulanza che ha raggiunto il luogo in meno di dieci minuti. Ma i tentativi di rianimarlo sono stati inutili. Salamida è morto poco dopo, per le gravi ferite riportate.

Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dello Spesal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), che hanno subito iniziato gli accertamenti per capire esattamente cosa sia successo e verificare se le norme di sicurezza fossero state rispettate. “Stiamo raccogliendo tutte le testimonianze e facendo i rilievi del caso”, ha detto uno degli ispettori, sottolineando che l’inchiesta è ancora aperta.

Sciopero e rabbia: la risposta dei sindacati

La notizia della morte di Salamida si è diffusa rapidamente in tutta la fabbrica e negli altri stabilimenti del gruppo Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria dal 2023. Nel giro di poche ore, i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno lanciato uno sciopero nazionale di 24 ore, che riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo. “Non si può più morire sul lavoro”, hanno detto in una nota congiunta, chiedendo chiarezza sulle cause dell’incidente e più sicurezza per chi lavora.

Lo sciopero è partito già lunedì mattina, con presidi spontanei davanti ai cancelli dell’acciaieria di Taranto e assemblee improvvisate nei reparti. “Siamo vicini alla famiglia di Claudio”, ha detto un delegato della Fiom in un breve discorso ai colleghi. “Ma vogliamo anche risposte vere, perché non vogliamo piangere altri compagni”.

Sicurezza sotto accusa: un problema che dura da anni

L’ex Ilva di Taranto, ora gestita da Acciaierie d’Italia, è da tempo nel mirino per le condizioni di lavoro e la sicurezza negli impianti. Solo nel 2025, secondo i dati Inail Puglia, si sono contati oltre 40 incidenti, alcuni gravi. I sindacati denunciano da anni problemi strutturali e ritardi negli interventi di manutenzione. “Non è la prima volta che segnaliamo problemi ai pavimenti grigliati”, racconta un operaio del turno notte. “Ma spesso ci ignorano”.

La direzione, contattata nel pomeriggio, ha espresso il suo cordoglio per la morte di Salamida e assicurato piena collaborazione con le autorità. “La sicurezza resta la nostra priorità”, si legge in una nota.

Una perdita che colpisce tutta la comunità

Claudio Salamida lascia la moglie e un figlio piccolo. La sua morte ha scosso non solo i colleghi ma anche la città di Taranto, già segnata da anni di tensioni legate allo stabilimento. In serata, davanti ai cancelli dell’acciaieria, alcuni operai hanno deposto fiori e biglietti per ricordarlo.

Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire eventuali responsabilità e verificare che tutte le procedure di sicurezza siano state seguite. Intanto, lo sciopero continua: una giornata di silenzio e protesta che riapre il dibattito sulla tutela dei lavoratori nelle fabbriche italiane.