Parigi, 13 gennaio 2026 – Questa mattina almeno 350 trattori hanno invaso il cuore di Parigi, mentre centinaia di agricoltori francesi si sono radunati per chiedere risposte concrete al governo. La mobilitazione, guidata dal sindacato Fnsea, mira a ottenere un faccia a faccia con il primo ministro Sébastien Lecornu. “La rivolta agricola riparte oggi e resteremo qui finché non ci ascolteranno”, ha detto Damien Greffin, vicepresidente del sindacato, davanti a manifestanti e giornalisti vicino a Porte de Vincennes.
Trattori in città: traffico paralizzato e tensione alle stelle
Fin dalle prime ore, i mezzi agricoli hanno cominciato a sfilare sulle strade principali della capitale. Il Boulevard Périphérique e le vie d’accesso a est sono rimasti bloccati per ore. Gli automobilisti hanno dovuto cambiare percorso, mentre la polizia municipale ha lavorato per mantenere l’ordine. “Non ce ne andremo finché non otterremo ascolto”, ha ribadito Greffin, mentre alcuni agricoltori distribuivano volantini ai passanti. L’atmosfera resta tesa, ma senza scontri seri. Solo qualche momento di nervosismo tra manifestanti e automobilisti intrappolati nel traffico.
Le richieste sul tavolo: dermatite bovina e accordo Mercosur
Al centro della protesta ci sono due nodi che da settimane agitano il mondo agricolo francese. Da una parte, la gestione della dermatite nodulare bovina, malattia che ha colpito diversi allevamenti nel sud-ovest. Gli agricoltori accusano il governo di risposte “tardive e insufficienti”, ha spiegato un portavoce della Fnsea. Dall’altra, la ratifica dell’accordo di libero scambio Ue-Mercosur, che secondo i sindacati potrebbe mettere a rischio migliaia di aziende agricole francesi. “Non possiamo competere con prodotti importati che non rispettano i nostri standard”, ha confidato un allevatore della Loira, arrivato a Parigi dopo una lunga notte di viaggio.
Un braccio di ferro destinato a durare
Il governo, per ora, non ha ancora fissato un incontro ufficiale con i rappresentanti degli agricoltori. Il primo ministro Lecornu, intercettato all’Assemblea Nazionale, ha detto soltanto che “il dialogo resta aperto”, senza entrare nel merito di tempi o modalità. Intanto, la Fnsea ha annunciato che la protesta potrebbe andare avanti nei prossimi giorni, con nuove azioni sia nella capitale sia nelle principali città di provincia. “Non vogliamo creare disagi ai cittadini – ha sottolineato Greffin – ma difendere il nostro lavoro e il futuro delle campagne francesi”.
La politica osserva, l’Europa resta in attesa
La protesta arriva in un momento delicato anche a livello europeo. A Bruxelles, la Commissione Ue segue da vicino gli sviluppi. “Siamo attenti alle preoccupazioni degli agricoltori”, ha detto una portavoce dell’esecutivo comunitario. In Francia, le opposizioni spingono il governo a “dare ascolto alle campagne” e a rivedere le politiche agricole. Nel pomeriggio, alcuni deputati hanno raggiunto i manifestanti per esprimere solidarietà.
Una protesta che scuote la Francia rurale
Nel tardo pomeriggio, i trattori sono ancora schierati lungo i viali di Parigi. Alcuni agricoltori si sono organizzati per passare la notte in città, tra thermos di caffè caldo e coperte distribuite dalle associazioni di categoria. “Non è una scelta facile – ha ammesso un giovane produttore di cereali della Bretagna – ma non possiamo più aspettare”. Solo allora, forse, il governo sarà costretto a prendere una posizione chiara sulle richieste del settore agricolo. Per ora, la protesta va avanti. E Parigi guarda, tra curiosità e preoccupazione.
