Un emozionante incontro: Barbara riabbraccia la sua cavalla in ospedale

Un emozionante incontro: Barbara riabbraccia la sua cavalla in ospedale

Un emozionante incontro: Barbara riabbraccia la sua cavalla in ospedale

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Pavia, 13 gennaio 2026 – Dopo più di un mese di distanza forzata, Barbara Noto, 44 anni, imprenditrice e madre di tre figli, ha finalmente potuto riabbracciare la sua cavalla Uranie de Pouchet. L’incontro è avvenuto nel parcheggio dell’Istituto Maugeri di Pavia, proprio all’ora di pranzo, grazie al via libera della direzione sanitaria. Un momento tanto atteso, non solo da Barbara, ma anche dalla cavalla, che secondo chi la conosceva aveva sofferto molto per l’assenza della sua compagna di sempre.

Un legame che va oltre la distanza

La storia tra Barbara e Uranie nasce tra le campagne dell’Oltrepò Pavese, nel maneggio “La scuderia del sole” di Campospinoso Albaredo. Uranie ha 16 anni ed è famosa tra gli istruttori per il suo carattere difficile, quasi indomabile. Ma con Barbara la situazione è sempre stata diversa. “Nonostante gli impegni di lavoro e famiglia — racconta Stefania, un’amica del maneggio — lei trovava sempre il tempo per una carezza o una carota”. Piccoli gesti che, nel tempo, hanno costruito un legame profondo.

L’11 dicembre, durante un allenamento, la caduta. L’istruttore Alberto Piacentini aveva subito detto di fermarsi. Da quel momento Barbara è stata ricoverata in ospedale e lei e Uranie sono state costrette a separarsi. “Mi mancava tantissimo”, ha detto Barbara dopo l’incontro. “Ma sono certa che anche Uranie mi aspettava. L’ho capito dallo sguardo nei suoi occhi quando ci siamo ritrovate”.

Ritorno a casa e fisioterapia

La direzione sanitaria dell’Istituto Maugeri ha fatto sapere che Barbara sarà dimessa nei prossimi giorni. La fisioterapia continuerà a casa, così potrà tornare più facilmente al maneggio. “Non posso ancora salire in sella”, ha spiegato lei, “ma almeno potrò vederla. Il nostro legame è troppo forte per stare lontane ancora a lungo”.

Nel frattempo, al maneggio di Campospinoso Albaredo, i gestori hanno notato un cambiamento nell’umore di Uranie. “Era più nervosa, meno disponibile a farsi avvicinare”, racconta Piacentini. Solo allora si è capito quanto pesasse anche sull’animale l’assenza di Barbara.

Un sostegno reciproco contro l’ansia

Per Barbara, le passeggiate con Uranie tra i sentieri delle colline pavesi non sono mai state solo un hobby. Erano anche una terapia contro l’ansia cronica che la tormentava da tempo. “Le nostre uscite erano magiche”, ricorda Stefania. “In quei momenti sembrava che nulla potesse turbarla”. Un equilibrio fragile, interrotto dall’incidente, ma non spezzato.

Il ritorno a casa segnerà una nuova fase: dovrà aspettare sei mesi prima di poter tornare in sella. Ma la priorità è ritrovare il contatto quotidiano con Uranie. “Appena potrò muovermi meglio — ha detto Barbara — correrò subito al maneggio”.

Un gesto che fa la differenza

L’ospedale non ha lasciato passare inosservata questa iniziativa tra pazienti e personale. “Abbiamo voluto favorire un incontro che sapevamo avrebbe aiutato davvero nel percorso di cura”, ha spiegato un dirigente della struttura. Un gesto semplice, che però ha restituito serenità a una donna e alla sua cavalla.

In quel parcheggio, tra il rumore delle auto e lo sguardo curioso di qualche passante, si è consumata una scena poco comune in un ospedale: una donna abbracciata al suo animale, entrambe visibilmente commosse. Un momento breve, ma che ha ricordato a tutti quanto un legame affettivo possa influire sul benessere, sia del corpo che della mente.

Barbara ora guarda avanti: “Non vedo l’ora di tornare alle nostre passeggiate. Anche solo per darle una carota e sentire che tutto sta tornando al suo posto”.