Visintin condannato dalla Cassazione: deve pagare tremila euro per il ricorso inammissibile

Visintin condannato dalla Cassazione: deve pagare tremila euro per il ricorso inammissibile

Visintin condannato dalla Cassazione: deve pagare tremila euro per il ricorso inammissibile

Matteo Rigamonti

Gennaio 13, 2026

Trieste, 13 gennaio 2026 – La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato Paolo Bevilacqua, legale di Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich, la donna di Trieste scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata morta tre settimane dopo. La decisione, depositata il 18 novembre 2025, impone a Visintin il pagamento di 3mila euro alla Cassa delle Ammende, oltre alle spese processuali. Un altro capitolo si chiude in questa vicenda che da più di quattro anni tiene con il fiato sospeso la città.

Cassazione: niente nuovi accertamenti, ricorso bocciato

La prima sezione penale della Cassazione, guidata da Giacomo Rocchi, ha esaminato il ricorso con cui la difesa chiedeva un incidente probatorio per una nuova perizia medico-legale sulla morte di Liliana Resinovich. Nel motivare il rigetto, i giudici hanno definito la richiesta “manifestamente infondata”. Il provvedimento del Gip del Tribunale di Trieste, che aveva già respinto l’istanza della difesa accogliendo il parere del pubblico ministero, “non è abnorme” e “rientra nel quadro giuridico vigente”, si legge nella sentenza.

La Corte ha sottolineato anche “gli errori nella formulazione del ricorso”, spiegando così la condanna al pagamento dei tremila euro, somma che si aggiunge alle spese processuali già a carico di Visintin. “La doglianza è manifestamente infondata”, hanno scritto i giudici, chiudendo definitivamente la porta a nuovi tentativi di riaprire il fronte delle perizie.

Il caso Resinovich resta aperto

Liliana Resinovich, 63 anni, era sparita da casa sua in via Verrocchio, nel quartiere San Giovanni, la mattina del 14 dicembre 2021. Il suo corpo è stato ritrovato il 5 gennaio 2022, nascosto in due sacchi di plastica nel parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni. All’inizio gli inquirenti avevano ipotizzato il suicidio, ma poi questa pista è stata esclusa.

A oggi, a oltre quattro anni dalla tragedia, il marito Sebastiano Visintin è ancora indagato per la morte della moglie, ma non è stato ancora rinviato a giudizio. La sua posizione resta in bilico tra i risultati delle indagini tecniche e le valutazioni della Procura. “Abbiamo sempre chiesto chiarezza”, ha detto nei mesi scorsi l’avvocato Bevilacqua, che aveva chiesto nuovi approfondimenti medico-legali.

Reazioni e cosa succederà adesso

La sentenza della Cassazione era nell’aria già da settimane. Tra i corridoi del Tribunale di Trieste si parlava di una linea dura da parte della Suprema Corte. Ora è arrivata la conferma ufficiale: niente nuovo incidente probatorio e condanna alle spese per Visintin. “Non condividiamo questa decisione”, ha commentato l’avvocato Bevilacqua, lasciando intendere che la difesa potrebbe ancora tentare altre vie.

Intanto, la famiglia Resinovich resta in attesa di risposte chiare. “Vogliamo solo sapere cosa è successo a Liliana”, ha detto un parente stretto uscendo dall’aula. L’atmosfera in città è ancora tesa: tanti ricordano le fiaccolate e i presidi organizzati nei mesi dopo il ritrovamento del corpo.

Una vicenda complicata tra perizie e dubbi

Il fascicolo sulla morte di Liliana Resinovich si è arricchito nel tempo di consulenze e testimonianze che spesso si sono contraddette. All’inizio si pensava a un gesto volontario, ma poi sono venuti fuori elementi – come alcune incongruenze nei tempi e nelle modalità della morte – che hanno spinto gli investigatori a riaprire il caso con l’ipotesi di omicidio.

La richiesta di un nuovo incidente probatorio mirava proprio a fare chiarezza su questi punti. Adesso, con il no della Cassazione, questa strada sembra chiusa. Resta aperta l’inchiesta principale: la Procura dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio per Visintin o archiviare il caso.

Attesa per la prossima mossa della Procura

Nei prossimi giorni, secondo fonti vicine al Tribunale di Trieste, potrebbero arrivare novità importanti. La famiglia Resinovich spera in una svolta che possa finalmente fare luce su una storia che ha segnato profondamente la città. Per ora, però, la parola finale sulla richiesta della difesa è arrivata: niente nuovi esami medico-legali e condanna alle spese per Sebastiano Visintin.