Roma, 14 gennaio 2026 – L’Agenzia Spaziale Europea ha deciso oggi di dedicare dieci asteroidi e una cometa a figure di spicco della ricerca e della sicurezza nello spazio. Tra questi, quattro portano nomi italiani. La scelta, approvata dall’Unione Astronomica Internazionale, mette in luce il ruolo importante di scienziati e istituzioni italiane nella difesa planetaria, un campo chiave per proteggere la Terra da possibili minacce provenienti dallo spazio.
Quattro italiani tra le stelle
Tra i dieci asteroidi battezzati, tre ricordano scienziati italiani impegnati nello studio e nel controllo degli oggetti vicini al nostro pianeta. Il quarto invece è dedicato a una località simbolo della ricerca spaziale italiana. Come ha spiegato un portavoce dell’ESA, questo riconoscimento “dimostra quanto l’Italia conti nelle attività di sorveglianza e prevenzione dei rischi dallo spazio”.
Il primo è l’asteroide (126247) Laurafaggioli, intitolato a Laura Faggioli, esperta di meccanica celeste. Da anni, Faggioli si occupa di tracciare le orbite degli asteroidi e di valutare i rischi per l’Ufficio di difesa planetaria dell’Esa. “Un onore inatteso – ha detto la ricercatrice – che voglio condividere con tutti i colleghi che lavorano in questa sfida”.
Poi c’è (126248) Dariooliviero, dedicato a Dario Oliviero per il suo lavoro nella raccolta e nell’analisi dei dati fondamentali per la difesa planetaria. Raggiunto al telefono, Oliviero ha confessato di sentirsi “orgoglioso di rappresentare una comunità scientifica così attiva”.
Il terzo italiano è Andrea Accomazzo, a cui è stato intitolato l’asteroide (386618) Accomazzo. Accomazzo ha guidato le operazioni di missioni come Rosetta – la prima a far atterrare un veicolo su una cometa – e Hera, entrambe sotto l’egida ESA. “Esperienze che segnano una vita”, ha raccontato, “e vedere il proprio nome tra le stelle lascia davvero senza parole”.
Infine, il quarto asteroide, (826631) Frascati, prende il nome dalla cittadina alle porte di Roma che ospita l’Esrin, il centro ESA in Italia. Qui si trova anche il Centro di coordinamento degli oggetti vicini alla Terra (Neocc), cuore delle attività italiane per la sicurezza nello spazio.
L’Europa unita per la sicurezza nello spazio
Oltre ai nomi italiani, la lista include figure e centri di eccellenza di tutta Europa. L’asteroide (810657) Esoc è dedicato al Centro europeo per le operazioni spaziali di Darmstadt, in Germania, da più di sessant’anni punto di riferimento per il controllo delle missioni verso pianeti, asteroidi e comete. “L’Esoc è la cabina di regia della sicurezza spaziale europea”, ha spiegato un funzionario ESA.
Tra gli altri riconoscimenti ci sono (296587) Ocaña, per Francisco Ocaña, attivo nell’ufficio di difesa planetaria; (457818) Ramírezmoreta, assegnato a Pablo Ramírez Moreta per le sue ricerche astronomiche; e (438881) Michaelkhan, intitolato a Michael Khan, analista coinvolto nelle missioni Hera e Ramses (rivolta all’asteroide Apophis).
Completano la lista (321480) Juanluiscano, dedicato a Juan Luis Cano, responsabile di molte missioni spaziali, e (241373) Richardmoissl, che porta il nome dell’attuale capo dell’Ufficio di difesa planetaria ESA.
Una cometa intitolata a Kresken
Non solo asteroidi: anche la cometa P/2025 W3 (Kresken) si veste di un nuovo nome, in onore di Rainer Kresken, lo scienziato che l’ha scoperta. Kresken lavora nell’Ufficio di difesa planetaria e ha seguito da vicino il monitoraggio degli oggetti celesti pericolosi.
L’Italia protagonista nella difesa planetaria
Quattro nomi italiani su dieci scelti dall’ESA confermano il peso crescente del nostro Paese nella ricerca spaziale internazionale. Frascati, con il suo centro ESA, resta un punto strategico per la sorveglianza e la risposta alle minacce dallo spazio. “L’Italia è sempre più al centro dei programmi europei”, ha commentato un dirigente dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Secondo i dati ESA, ogni anno il network europeo monitora più di 30mila oggetti. Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che oggi trova un riconoscimento simbolico tra le orbite del Sistema Solare.
